ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Maschere e volti nell'arte contemporanea: da Picasso all'afrofuturismo

opinion-review · 2026-06-12

Un recente articolo approfondisce il significato delle maschere nell'arte moderna, tracciando la loro trasformazione dal primitivismo del primo Novecento ai movimenti decoloniali e afrofuturisti di oggi. Si apre con una poesia di Giuseppe Ungaretti ed esplora le origini del termine 'persona' (maschera). Il pezzo include un resoconto umoristico di un incidente che ha reso necessaria una maschera fisica per l'esposizione pubblica. La moderna fascinazione per le maschere africane iniziò nel 1907, quando Picasso le scoprì al Musée d'Ethnographie du Trocadéro, influenzando la sua opera Les Demoiselles d'Avignon. Artisti come Modigliani, Ensor, Nolde, Munch, Magritte e de Chirico hanno utilizzato maschere per indagare temi di identità e alienazione. Alla fine del XX secolo, figure come Basquiat, Hazoumè e Mutu hanno reclamato le maschere per sfidare razzismo e consumismo. L'articolo mette in guardia dal considerare le maschere solo come strumenti retorici.

Fatti principali

  • L'articolo discute il paradosso per cui ogni persona coincide con la propria maschera, secondo il latino 'persona'.
  • L'incontro di Picasso con le maschere africane al Musée d'Ethnographie du Trocadéro nel 1907 portò a Les Demoiselles d'Avignon.
  • I volti allungati e gli occhi vuoti di Modigliani derivano dalle maschere africane, mirando a un progresso spirituale.
  • Gli espressionisti Ensor, Nolde e Munch usarono maschere per rivelare ipocrisia e alienazione.
  • Surrealisti e metafisici come Magritte e de Chirico usarono maschere come oggetti perturbanti.
  • Jean-Michel Basquiat incorporò maschere simili a teschi nei suoi graffiti per criticare il razzismo.
  • Romuald Hazoumè crea maschere da taniche di plastica da 50 litri, criticando lo spreco consumistico e il saccheggio coloniale.
  • Wangechi Mutu usa maschere come protesi in opere afrofuturiste, ibridando corpi femminili con parti meccaniche.
  • Massimiliano Pelletti fonde la scultura marmorea ellenistica con forme totemiche africane.
  • L'installazione fotografica di Michele Stanzione al Padiglione della Guinea Equatoriale della 61ª Biennale di Venezia usa la luce per animare maschere storiche.
  • L'articolo mette in guardia contro la normalizzazione delle maschere come meri dispositivi retorici nell'arte contemporanea.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Musée d'Ethnographie du Trocadéro
  • 61st Venice Biennale
  • Equatorial Guinea Pavilion

Luoghi

  • Paris
  • France
  • New York
  • United States
  • Benin
  • Venice
  • Italy
  • Equatorial Guinea

Fonti