Marina Abramović lancia 125 avatar digitali per rivivere le sue performance
Il progetto "METHOD" di Marina Abramović include 125 avatar digitali che imitano azioni emblematiche dell'artista, come camminare all'indietro con uno specchio, aprire e chiudere una porta, o contare chicchi di riso e cristalli. La partecipazione dello spettatore diventa essenziale per la realizzazione dell'opera, poiché la performance non avviene più dal vivo. L'idea di coinvolgere il pubblico risale al 1974, con le performance Rhythm 0 e Rhythm 5, in cui Abramović testava la complicità degli spettatori e i limiti del proprio corpo. Nel 2012, da questa pratica di resistenza è nato il MAI, un centro per la ricerca sulla performance di lunga durata. Con "METHOD", si cerca di trasformare un'arte basata su tempo e corpo in una forma digitale permanente, un traguardo ancora irraggiungibile. Sebbene il progetto richiami opere come Avantar e Matrix, la fonte suggerisce che l'attenzione si stia spostando dall'arte all'intrattenimento. Resta da vedere se l'avatar Method potrà mantenere l'intensità delle performance originali, e la fonte nutre alcuni dubbi al riguardo.
Fatti principali
- Il progetto si chiama "METHOD" e prevede 125 avatar digitali di Marina Abramović.
- Gli avatar compiono azioni riconoscibili: camminare all'indietro con uno specchio, aprire e chiudere una porta, contare chicchi di riso o cristalli.
- La performance non è più dal vivo e l'attenzione dello spettatore diventa condizione necessaria perché l'opera accada.
- L'idea di coinvolgere il pubblico risale al 1974 con Rhythm 0 e Rhythm 5.
- Nel 2012 Abramović ha fondato il MAI, centro di ricerca sulla performance di lunga durata.
- Obiettivo di "METHOD" è trasformare un'arte fatta di tempo e di corpo in una forma digitale che duri.
- La fonte cita Avantar e Matrix come precedenti e sostiene che il progetto sembra sempre più intrattenimento e sempre meno arte.
- Resta aperta la domanda se l'avatar Method riuscirà a conservare l'intensità delle performance originali; la fonte nutre dubbi.
Entità
Artisti
Istituzioni
- MAI
Fonti
- Artslife —