Il fotolibro 'Unspoken' di Jo Ann Chaus esamina gli stereotipi femminili degli anni '50
Il fotolibro 'Unspoken' di Jo Ann Chaus raccoglie autoritratti insieme a paesaggi, nature morte e interni domestici, usando le donne degli anni '50 come modelli. Pubblicato da Kehrer Verlag con una prefazione di Debra Klomp Ching, il volume attinge al movimento della New Color Photography e al background nel mondo della moda di Chaus, impiegando colori e luci drammatiche mentre si fotografa — a volte svestita, più spesso vestita con abiti vintage luminosi dell'epoca — proiettando forza e vulnerabilità. Chaus incarna stereotipi e archetipi femminili plasmati da aspettative ereditate e ruoli interiorizzati, dall'amante e musa alla madre e casalinga. 'In molte delle mie immagini sono dentro che guardo fuori', dice a proposito di 'Outside In', dove ha canalizzato un desiderio domestico di stare all'aperto. Riconoscendo quanto fosse ancora legata alla generazione di sua madre e ai suoi ideali di moglie devota e madre che si sacrifica, descrive la fotografia come strumentale per liberarsi dai confini di genere. Indumenti vintage e oggetti di significato personale stratificano memoria e storia, fondendo narrazione privata e archivio culturale collettivo. In 'Kitchen Sink', una casalinga in un angolo guarda fuori dalla finestra, con coltelli a portata di mano; 'Black Bow' è stato realizzato nella sua vecchia casa e biblioteca, un bacio d'addio; 'Wallpaper' la mostra come un semplice puntino in una cacofonia di motivi. Altre immagini fanno riferimento alla luce di Edward Hopper, al glamour della prima Hollywood e agli anni in cui sua madre fumava.
Fatti principali
- 'Unspoken' di Jo Ann Chaus è pubblicato da Kehrer Verlag con una prefazione di Debra Klomp Ching
- Il fotolibro combina autoritratti con paesaggi, nature morte e interni domestici
- Chaus cita le donne degli anni '50 come suoi modelli e è stata influenzata dal movimento della New Color Photography e dal suo background nel mondo della moda
- Le immagini affrontano stereotipi di genere e i ruoli che le donne erano e sono ancora attese a svolgere, dall'amante e musa alla madre e casalinga
- Chaus afferma che fotografare l'ha aiutata a liberarsi dai confini di genere e a diventare 'sbloccata, senza costrizioni'
- Indumenti vintage e oggetti di significato personale le permettono di stratificare memoria e storia, fondendo narrazione privata e archivio culturale collettivo
- 'Daisy's Grill' è stato scoperto una mattina presto e descritto come un'ode a Hopper
- 'Black Bow' è stato realizzato in uno dei suoi ultimi giorni nella sua vecchia casa e biblioteca
Entità
Artisti
- Jo Ann Chaus
- Debra Klomp Ching
- Edward Hopper
- Sophie Diamond
- Beatrice Lillian
- Allen Frame
Istituzioni
- Kehrer Verlag
- The Guardian
- Medium Photo Festival
- Boston University
- International Center of Photography
- Maine Media College
- Lenscratch
- Amazon
Luoghi
- New York
- United States
- San Diego
- California