«Haribo Kimchi» di Jaha Koo porta al FOG 2026 di Milano un pasto condiviso e una meditazione sull'esilio
L'autore, regista, compositore e performer sudcoreano Jaha Koo porta «Haribo Kimchi» al FOG Performing Arts Festival 2026 alla Triennale di Milano il 28 e 29 ottobre, dopo una tournée al Festival d'Avignon e un precedente incontro con il pubblico parigino. La messa in scena ricrea un pojangmacha, i piccoli chioschi di street food delle notti coreane, e Koo prepara sul palco un pasto vero i cui aromi si diffondono nella sala mentre lo spettacolo si svolge. Due spettatori sono invitati a lasciare il proprio posto per unirsi a lui a tavola, spostando il rapporto tra palco e pubblico dallo spettacolo all'ospitalità. Koo racconta la sua infanzia, la sua famiglia, la partenza dalla Corea e l'arrivo in Europa, e la sensazione di vivere in più paesi senza appartenere pienamente a nessuno. Il titolo accosta il kimchi — il cavolo fermentato che ogni famiglia coreana prepara secondo la propria ricetta, qui trattato come memoria ed eredità — alle caramelle Haribo, un marcatore della cultura pop europea diffuso globalmente. Anziché inquadrare l'identità come una scelta tra due mondi, il pezzo la presenta come un assemblaggio in cui nessuna delle due culture viene abbandonata. I riferimenti alla cultura pop coreana, tra cui una lumaca canterina e un'anguilla robot, compaiono senza nostalgia, e la scenografia trasforma gli utensili da cucina in oggetti di scena e i gesti quotidiani in scrittura teatrale. Dopo gli applausi, Koo invita il pubblico a una degustazione di una galette e di una zuppa fredda. Le fotografie sono di C. Raynaud De Lage e Bea Borgers.
Fatti principali
- «Haribo Kimchi» è ideato, scritto, diretto e interpretato da Jaha Koo, che cura anche musica, suono e video
- Lo spettacolo va in scena il 28 e 29 ottobre al FOG Performing Arts Festival 2026, Triennale di Milano
- È stato presentato in precedenza al Festival d'Avignon e aveva già incontrato il pubblico parigino
- La scenografia riproduce un pojangmacha, un chiosco di street food coreano
- Durante lo spettacolo viene cucinato un pasto vero sul palco, con due spettatori invitati a tavola
- Il titolo contrappone il kimchi, un cavolo fermentato secondo la ricetta di famiglia legato alla memoria coreana, alle caramelle Haribo come simbolo pop europeo globalizzato
- I riferimenti scenici includono una lumaca canterina e un'anguilla robot, usati senza effetto nostalgico
- Dopo lo spettacolo, agli spettatori vengono offerti una galette e una zuppa fredda come capitolo finale del pezzo
- Le fotografie di produzione sono accreditate a C. Raynaud De Lage e Bea Borgers
Entità
Artisti
- Jaha Koo
- C. Raynaud De Lage
- Bea Borgers
Istituzioni
- FOG Performing Arts Festival 2026
- Triennale di Milano
- Festival d'Avignon
- Haribo
- Inferno Magazine
- Gymnase du Lycée Mistral
Luoghi
- Milan
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