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Il nuovo codice dell'ICOM politicizza i musei, rischiando la frammentazione delle comunità

opinion-review · 2026-07-09

Il Consiglio Internazionale dei Musei (ICOM) ha adottato un nuovo Codice Etico alla fine di giugno 2026 che politicizza la governance museale imponendo giustizia sociale, antidiscriminazione, pratiche riparative, partecipazione comunitaria e sostenibilità. Il termine 'comunità' (e 'popolazione indigena') sostituisce la tradizione francese di 'società', 'pubblico' o 'cittadini', spostando il processo decisionale sulle narrazioni espositive e le acquisizioni dalla competenza curatoriale alle richieste sociali. Il codice espone i musei ad arbitrare tra rivendicazioni concorrenti di comunità etniche, gruppi religiosi, minoranze sessuali/di genere, attivisti, stati, mecenati e autorità politiche. L'autore sostiene che ciò potrebbe erodere l'autorità istituzionale, trasformando i musei da spazi di conoscenza in campi di battaglia ideologici, come si è visto negli attacchi eco-attivisti alle opere d'arte e nelle controversie sulla denominazione al Musée Guimet (Tibet) e al British Museum (Palestina). Sebbene i musei di storia comunitaria abbiano legittimità, applicare tali quadri normativi ai musei generalisti rischia di alienare il pubblico e rendere il discorso storico-artistico illeggibile.

Fatti principali

  • L'ICOM ha adottato un nuovo Codice Etico alla fine di giugno 2026.
  • Il codice introduce giustizia sociale, antidiscriminazione, pratiche riparative, partecipazione comunitaria e sostenibilità.
  • I termini 'comunità' e 'popolazione indigena' sono ricorrenti nel nuovo codice.
  • La tradizione francese preferiva in precedenza 'società', 'pubblico' o 'cittadini'.
  • Il codice modifica l'equilibrio tra competenza scientifica, responsabilità del curatore e domanda sociale.
  • I musei devono arbitrare tra rivendicazioni concorrenti di minoranze etniche, religiose, sessuali/di genere, attivisti, stati, mecenati e autorità politiche.
  • Esempi di tensioni includono azioni eco-attiviste su opere d'arte e controversie sulla denominazione al Musée Guimet (Tibet) e al British Museum (Palestina).
  • L'autore avverte che la politicizzazione potrebbe alienare il pubblico e minare la fiducia istituzionale.

Entità

Istituzioni

Luoghi

  • France
  • Tibet
  • Palestine

Fonti