Haroutiun Galentz: La Forma del Colore Riunisce le Opere Dispersi di un Modernista Armeno
Pubblicato da Skira nel 2025, 'Haroutiun Galentz: La Forma del Colore' riunisce le opere disperse del modernista armeno per una lettura cronologica. I curatori Vartan Karapetian e Marie Tomb sostengono che Galentz (1910–1967) abbia forgiato un linguaggio unico di intensità cromatica e ritratto psicologico in mezzo al nazionalismo libanese, al colonialismo francese, allo stalinismo sovietico e al socialismo armeno. Il saggio semiologico di Silvia Burini postula che i suoi rossi vividi, i blu profondi e i viola sorprendenti agiscano come equivalenti emotivi, non scelte arbitrarie. Nel suo autoritratto del 1955 'Bonjour Tristesse'—intitolato dal romanzo di Françoise Sagan—Galentz frammenta il suo volto in piani caldi e freddi per esprimere malinconia. Orfano nel 1915 durante il genocidio armeno, imparò a dipingere da bambino senza dimora in Siria. Il libro indaga se tale invenzione formale fosse sincera espressione di sé o un comodo travestimento.
Fatti principali
- 1. Haroutiun Galentz (1910–1967) è stato un pittore armeno rimasto orfano durante il genocidio armeno.
- 2. Il libro 'Haroutiun Galentz: La Forma del Colore' (2025) è pubblicato da Skira.
- 3. I curatori Vartan Karapetian e Marie Tomb riuniscono le opere disperse di Galentz e le leggono cronologicamente.
- 4. Il libro sostiene che Galentz abbia sviluppato un linguaggio modernista radicato nel colore e nel ritratto psicologico.
- 5. Il saggio semiologico di Silvia Burini sostiene che i colori audaci di Galentz funzionino come equivalenti emotivi.
- 6. L'autoritratto di Galentz 'Bonjour Tristesse' (1955) prende in prestito il titolo dal romanzo di Françoise Sagan del 1954.
- 7. Galentz dipingeva i volti non come apparenze ma come sentimenti.
- 8. Perse entrambi i genitori nel 1915 durante il genocidio armeno e fu senza dimora in Siria.
Entità
Artisti
- Haroutiun Galentz
- Françoise Sagan
- Vartan Karapetian
- Marie Tomb
- Silvia Burini
Istituzioni
- Skira
- Janibekyan Collection
- National Gallery of Armenia
- Lebanese Pavilion
- Manège
Luoghi
- Lebanon
- France
- Soviet Union
- Armenia
- Syria
- Beirut
- New York
- Europe
- Asia
- North America