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Haroutiun Galentz: La Forma del Colore Riunisce le Opere Dispersi di un Modernista Armeno

opinion-review · 2026-03-14

Pubblicato da Skira nel 2025, 'Haroutiun Galentz: La Forma del Colore' riunisce le opere disperse del modernista armeno per una lettura cronologica. I curatori Vartan Karapetian e Marie Tomb sostengono che Galentz (1910–1967) abbia forgiato un linguaggio unico di intensità cromatica e ritratto psicologico in mezzo al nazionalismo libanese, al colonialismo francese, allo stalinismo sovietico e al socialismo armeno. Il saggio semiologico di Silvia Burini postula che i suoi rossi vividi, i blu profondi e i viola sorprendenti agiscano come equivalenti emotivi, non scelte arbitrarie. Nel suo autoritratto del 1955 'Bonjour Tristesse'—intitolato dal romanzo di Françoise Sagan—Galentz frammenta il suo volto in piani caldi e freddi per esprimere malinconia. Orfano nel 1915 durante il genocidio armeno, imparò a dipingere da bambino senza dimora in Siria. Il libro indaga se tale invenzione formale fosse sincera espressione di sé o un comodo travestimento.

Fatti principali

  • 1. Haroutiun Galentz (1910–1967) è stato un pittore armeno rimasto orfano durante il genocidio armeno.
  • 2. Il libro 'Haroutiun Galentz: La Forma del Colore' (2025) è pubblicato da Skira.
  • 3. I curatori Vartan Karapetian e Marie Tomb riuniscono le opere disperse di Galentz e le leggono cronologicamente.
  • 4. Il libro sostiene che Galentz abbia sviluppato un linguaggio modernista radicato nel colore e nel ritratto psicologico.
  • 5. Il saggio semiologico di Silvia Burini sostiene che i colori audaci di Galentz funzionino come equivalenti emotivi.
  • 6. L'autoritratto di Galentz 'Bonjour Tristesse' (1955) prende in prestito il titolo dal romanzo di Françoise Sagan del 1954.
  • 7. Galentz dipingeva i volti non come apparenze ma come sentimenti.
  • 8. Perse entrambi i genitori nel 1915 durante il genocidio armeno e fu senza dimora in Siria.

Entità

Artisti

  • Haroutiun Galentz
  • Françoise Sagan
  • Vartan Karapetian
  • Marie Tomb
  • Silvia Burini

Istituzioni

  • Skira
  • Janibekyan Collection
  • National Gallery of Armenia
  • Lebanese Pavilion
  • Manège

Luoghi

  • Lebanon
  • France
  • Soviet Union
  • Armenia
  • Syria
  • Beirut
  • New York
  • Europe
  • Asia
  • North America

Fonti