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La filosofia di Gilles Deleuze ridefinisce l'arte egizia come trionfo del cristallo

publication · 2026-09-14

Nelle sue Lezioni sulla pittura del 1981, il filosofo francese Gilles Deleuze offrì una prospettiva sull'arte egizia antica, interpretandone la piattezza e la rigidità come strategie intenzionali. Classificò l'arte egizia come stampo, l'arte greca come modello, e mise in evidenza artisti come Van Gogh per illustrare la modulazione. Deleuze paragonò la mummificazione al modo in cui l'arte egizia cattura le essenze nel tempo e introdusse il concetto di apticità, legato alla percezione tattile. Sostenne che gli artisti egizi raggiunsero la somiglianza attraverso metodi non convenzionali, utilizzando colori monocromatici e profili rigidi. Le sue intuizioni compresero anche artisti moderni come Francis Bacon e Turner, posizionando l'arte contemporanea come modulazione in contrasto con la natura duratura dell'arte egizia.

Fatti principali

  • Gilles Deleuze fu un filosofo francese del tardo Novecento che tenne le Lezioni sulla pittura nel 1981.
  • Deleuze introdusse i concetti di stampo, modello e modulazione, prendendo spunto dal filosofo francese Simondon.
  • L'arte egizia rappresenta il polo dello stampo, mentre Van Gogh esemplifica la modulazione.
  • Deleuze usò la metafora della mummificazione per descrivere la conservazione delle essenze nell'arte egizia.
  • Il termine apticità deriva dalla parola greca per tatto e descrive un modo di guardare che si comporta come il toccare.
  • Deleuze definì l'arte egizia uno spazio-segnale definito dal contorno, che protegge le essenze dalla dissipazione.
  • Deleuze applicò lo stesso vocabolario a pittori moderni tra cui Francis Bacon, Turner e Rubens.
  • Deleuze caratterizzò l'epoca contemporanea come un'epoca di modulazione, guidata dalla velocità e dal rinnovamento.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Egypt
  • Greece

Fonti