Filosofia dei jeans strappati: violenza e moda tra sublime e feticismo
In un editoriale su Artribune Magazine #39, Marcello Faletra analizza il fenomeno dei jeans strappati come simbolo di violenza e distinzione. I jeans lacerati, venduti a oltre 400 dollari, vengono prodotti da una famosa marca arrotolandoli su pneumatici e facendoli mordere da tigri e leoni. Faletra collega questa tendenza al concetto di sublime di Edmund Burke, che nel 1759 descrisse lo squartamento pubblico di Robert-François Damiens, ripreso poi da Michel Foucault in 'Sorvegliare e punire'. Per Jacques Lacan, il sublime rappresenta l'impossibilità di fare un'esperienza reale, e oggi i jeans strappati ne sono una traduzione di massa. Slavoj Žižek osserva che questa estetica della violenza è la forma più estrema dell'ideologia, che dimentica le persone reali. Faletra critica la mancanza di pietà per i disperati in carne e ossa, respinti fuori da 'casa nostra', mentre si indossano simulacri di violenza.
Fatti principali
- Jeans strappati costano oltre 400 dollari
- Una marca produce jeans lacerati arrotolandoli su pneumatici e facendoli mordere da tigri e leoni
- Edmund Burke nel 1759 descrisse lo squartamento di Robert-François Damiens
- Michel Foucault riprese la descrizione di Burke in 'Sorvegliare e punire'
- Jacques Lacan definì il sublime come impossibilità di fare un'esperienza reale
- Slavoj Žižek definisce l'estetica della violenza come forma estrema di ideologia
- L'articolo è pubblicato su Artribune Magazine #39
- Marcello Faletra è saggista, artista e autore di articoli su critica d'arte ed estetica
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