Le "Muse invisibili" di Elisa von Hof esaminano la dinamica musa-genio dall'antichità a Kim Kardashian
Elisa von Hof, vicedirettrice della sezione culturale del Der Spiegel, ha pubblicato un saggio di storia culturale intitolato "Unsichtbare Musen. Über Frauen, die unsere Welt veränderten" (Muse invisibili: sulle donne che hanno cambiato il nostro mondo). Il libro ripercorre l'evoluzione del rapporto tra musa e genio, attingendo a esempi che spaziano da Gala Dalí a Kim Kardashian, e propone un'alternativa a quello che definisce un modello tossico. Il design della copertina segnala la tesi dell'autrice: il prefisso "Un" nel titolo è barrato in rosa acceso. La ricognizione di von Hof è ampia ed è sostenuta dalla teoria di genere. La prima sezione affronta gli aspetti storici della "musa", risalendo all'antichità greca, dove le muse erano venerate come fonti divine di ispirazione e come mediatrici di conoscenza e creatività. Pensatori e artisti di quell'epoca invocavano esseri divini per conferire prestigio alla propria opera. Il libro è recensito nel numero attuale del Freitag da Wolfgang Asenhuber. La recensione completa è disponibile per i lettori in quell'edizione.
Fatti principali
- Elisa von Hof è vicedirettrice della sezione culturale del Der Spiegel
- Il suo libro si intitola "Unsichtbare Musen. Über Frauen, die unsere Welt veränderten"
- Il libro è un'opera di saggistica di storia culturale sul rapporto musa-genio
- Gli esempi spaziano da Gala Dalí a Kim Kardashian
- La copertina barra il prefisso "Un" in rosa acceso
- La prima sezione ripercorre la musa fino all'antichità greca
- Nell'antichità le muse erano viste come fonti divine di ispirazione e mediatrici di conoscenza e creatività
- La recensione appare nel numero attuale del Freitag, scritta da Wolfgang Asenhuber
Entità
Artisti
- Elisa von Hof
- Gala Dalí
- Kim Kardashian
- Wolfgang Asenhuber
Istituzioni
- Der Spiegel
- Freitag
Luoghi
- Greece