Il filo rosso della memoria: da Friedrich Engels a Gabriel Celaya
In una lettera a Walther Borgius del gennaio 1894, Friedrich Engels si riferì ai rapporti economici come al filo che permette di comprendere la Storia e che "decide in ultima istanza", un concetto che non alludeva all'arte. Nel 1977, il poeta Gabriel Celaya riprese quelle parole nella prefazione di una sua raccolta di poesie e le riorientò verso la cultura, collegandole all'ancestrale "filo rosso" che guida coloro che vogliono comprenderla. L'idea si ricollega al mito di Arianna e al suo gomitolo, simbolo del filo che permette di uscire dal labirinto. Il testo menziona anche Peter Weiss e la sua opera 'L'estetica della resistenza', dove parla attraverso un militante dell'Orchestra Rossa. L'articolo riflette su come quel filo a volte ci trovi, senza bisogno di cercarlo. Non vengono specificate date di pubblicazione né eventi concreti al di là dei riferimenti storici e letterari.
Fatti principali
- Friedrich Engels scrisse una lettera a Walther Borgius nel gennaio 1894.
- In quella lettera, Engels parlò dei rapporti economici come del filo che attraversa la Storia.
- Engels affermò che i rapporti economici "decidono in ultima istanza".
- Gabriel Celaya riprese le parole di Engels nel 1977 e le riorientò nella prefazione di una raccolta di poesie.
- Il concetto di "filo rosso" risale all'idea classica del gomitolo di Arianna.
- Peter Weiss, ne 'L'estetica della resistenza', parla attraverso un militante dell'Orchestra Rossa.
- L'articolo suggerisce che il filo rosso a volte trova le persone senza che queste lo cerchino.
- Nel testo non vengono fornite date di pubblicazione né eventi concreti.
Entità
Artisti
- Peter Weiss
- Friedrich Engels
- Gabriel Celaya
- Walther Borgius
Istituzioni
- Orquesta Roja