Editoriale: La natura parassitaria dell'arte contemporanea e la ricerca dell'originalità
L'editoriale di New Art Examiner, Volume 41 No 1, critica le mostre d'arte contemporanea per essere parassitarie, fingendo di essere rivelatrici e innovative mentre mancano di vera originalità. Sostiene che molti artisti si limitano a commentare il mondo, esaminando se stessi attraverso la lente delle opere altrui, e non riescono ad aggiungere nuovi pensieri o esperienze vissute che siano evolutive piuttosto che rivelatorie. Il pezzo si chiede se qualche artista contemporaneo possa mostrare qualcosa mai pensato prima, combinando bellezza, abilità e intelletto. Lamenta che la maggior parte dell'arte si è assestata in un rituale, concentrata sull'orientamento personale in società caotiche, cercando di sbilanciare o ribilanciare piuttosto che far avanzare la razza umana. L'editoriale afferma che il commento non è arte, e che gli artisti che si limitano a commentare diventano critici, la stessa cosa che disprezzano. Critica gli artisti per lamentarsi della povertà, gridare per la pace e fare dichiarazioni che riempiono i titoli per un breve periodo prima di scomparire. L'autore sostiene che gli artisti come gruppo non fanno più la differenza, essendosi ridotti a design e spettacolo, e che nulla nell'arte contemporanea muove l'umanità in avanti; quel ruolo è lasciato a scrittori e movimenti politici. Il pezzo si conclude con una riflessione sugli artisti lasciati con speranza, colore e oggetti trovati per strada, e l'esperienza catartica di non nascondere nulla, notando che nell'immaginazione nulla è nascosto.
Fatti principali
- L'editoriale proviene da New Art Examiner, Volume 41 No 1.
- Critica le mostre d'arte contemporanea come parassitarie e prive di originalità.
- Sostiene che molti artisti si limitano a commentare il mondo piuttosto che creare opere evolutive.
- Si chiede se qualche artista contemporaneo possa mostrare qualcosa mai pensato prima.
- Afferma che il commento non è arte e che gli artisti che commentano diventano critici.
- Lamenta che gli artisti si sono ridotti a design e spettacolo.
- Sostiene che nulla nell'arte contemporanea muove la razza umana in avanti.
- Suggerisce che agli artisti restano speranza, colore e oggetti trovati per strada, e che non nascondere nulla è catartico.
Entità
Istituzioni
- New Art Examiner