Eco e la nebbia della memoria: Riccardo Fedriga e Anita Romanello su Doppiozero
Il 6 ottobre 2026, Riccardo Fedriga e Anita Romanello hanno pubblicato su Doppiozero il loro scritto intitolato 'Eco e la nebbia della memoria'. Questo pezzo evoca un'epoca in cui la nebbia avvolgeva le automobili, calando inaspettatamente come le sbarre di un passaggio a livello, visibili solo all'ultimo momento. Sulle strade provinciali, si procedeva lentamente, evitando tamponamenti, mentre si cercava di attraversare quel muro di nebbia abbassando il finestrino, sperando di intravedere la linea bianca della carreggiata o il platano prima della curva. La nebbia si infiltrava nell'abitacolo, confondendo l'interno con l'esterno, rendendo entrambi parte di una stessa realtà quasi letteraria. La fortuna era seguire un locale, esperto del percorso, mantenendosi dietro ai suoi fanali rossi. Il testo unisce memoria, paesaggio e letteratura, esplorando l'esperienza sensoriale della nebbia e la sua capacità di mescolare realtà e narrazione.
Fatti principali
- Il testo 'Eco e la nebbia della memoria' è stato pubblicato su Doppiozero il 6 ottobre 2026.
- Gli autori sono Riccardo Fedriga e Anita Romanello.
- Il brano descrive la nebbia che cala improvvisamente come le sbarre di un passaggio a livello.
- Lungo le strade provinciali si procedeva quasi fermi, lenti ma non tanto da farsi tamponare.
- Si attraversava il muro di nebbia abbassando il finestrino dell'auto per vedere il ciglio della strada o una riga bianca.
- La nebbia entrava nell'abitacolo, si posava sul cruscotto e sul vetro appannato.
- La nebbia confondeva interno ed esterno, rendendoli della stessa sostanza dei romanzi.
- La fortuna era incontrare qualcuno del posto che conosceva la strada e seguire i suoi due fanali rossi.
Entità
Artisti
- Riccardo Fedriga
- Anita Romanello
Istituzioni
- Doppiozero