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Dress Code 26: La Vanità come Paradosso Culturale

opinion-review · 2026-06-27

Bianca Terracciano e Anita Romanello esplorano la storia culturale della vanità in 'Dress code 26. Vanità delle vanità' su doppiozero. L'articolo traccia l'etimologia della vanità dalla frase biblica 'vanitas vanitatum et omnia vanitas' nell'Ecclesiaste, dove significa futilità dei piaceri terreni piuttosto che autoammirazione. Si chiede perché la cultura occidentale dedichi così tanto tempo al corpo, all'abbigliamento, ai profumi, ai capelli, ai denti e allo specchio se tutto è vanità. Il pezzo domanda se passare mezza giornata a preparazioni estetiche per una cerimonia appartenga al vuoto o alla civiltà, e perché continuiamo a investire energia e denaro in tali attività.

Fatti principali

  • Articolo pubblicato su doppiozero il 27 giugno 2026
  • Autrici: Bianca Terracciano e Anita Romanello
  • Titolo: 'Dress code 26. Vanità delle vanità'
  • Vanità etimologicamente legata al vuoto e all'effimero
  • Deriva dalla frase biblica 'vanitas vanitatum et omnia vanitas' dall'Ecclesiaste
  • Originariamente significava futilità dei piaceri terreni, non autoammirazione
  • Mette in discussione l'investimento culturale in corpo, abbigliamento, profumi, capelli, denti, specchio
  • Chiede se le preparazioni estetiche per cerimonie siano vuote o civilizzanti

Entità

Istituzioni

  • doppiozero

Fonti