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La 'Piega' di Deleuze reinterpreta la monade senza finestre di Leibniz come interiorità dinamica

publication · 2026-09-13

Nel suo libro del 1988 'La piega' e nelle lezioni correlate, Gilles Deleuze reinterpreta il concetto di monade di Gottfried Wilhelm Leibniz, tradizionalmente intesa come una sostanza senza finestre e autosufficiente, gerarchicamente ordinata da Dio. Deleuze sostiene che la monade non è un'essenza fissa ma un esterno piegato in un interno, prodotto attraverso un'inflessione matematica. Questa riformulazione sposta la sostanza da essere statico a maniera continua di divenire, dove la percezione è costituita da infinitesimali 'piccole percezioni' e il soggetto emerge da un punto di vista. L'analisi si basa sulla 'Monadologia' di Leibniz (1714) e si estende all'estetica, in particolare al Barocco, e a una più ampia teoria della soggettività come dinamica e relazionale. L'articolo, pubblicato da The Collector, esplora queste idee filosofiche e le loro implicazioni per la comprensione dell'interiorità e degli eventi.

Fatti principali

  • Gilles Deleuze pubblicò 'La piega' nel 1988, reinterpretando la monade di Leibniz.
  • La 'Monadologia' di Leibniz (1714) descrive le monadi come sostanze semplici e senza finestre.
  • Deleuze vede la monade come un esterno piegato in un interno tramite inflessione.
  • La percezione coinvolge 'piccole percezioni' che si integrano differenzialmente per formare la coscienza.
  • La sostanza è ridefinita come evento piuttosto che essenza, con predicati come verbi.
  • L'estetica barocca di curve e pieghe è collegata al modello filosofico di Deleuze.
  • La lettura di Deleuze sfida le nozioni cartesiane e kantiane del soggetto.
  • L'articolo è stato pubblicato sul sito web di The Collector.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Amsterdam
  • Netherlands
  • London
  • United Kingdom

Fonti