Critica al feticismo della visibilità trascura le lotte per il riconoscimento
Nathalie Weidenfeld, scrivendo su Der Freitag, critica l'uso di liquido rosso nelle pubblicità di assorbenti come sintomo di un'ossessione sociale per la visibilità e l'esplicitezza, che definisce 'Sichtbarkeits-Fetischismus' (feticismo della visibilità). Sostiene che tale marketing non promuova l'uguaglianza di genere, non cambi le leggi, non riduca la violenza contro le donne né migliori le retribuzioni. Tuttavia, la risposta di Alina Saha ribatte che l'appello di Weidenfeld all'opacità ('Opakheit') ignora la realtà per cui coloro che possono pretendere l'invisibilità non hanno mai dovuto lottare per la visibilità. Saha nota che l'uso di sangue finto nella pubblicità non è così innovativo come suggerisce Weidenfeld. L'articolo sottolinea una tensione tra il desiderio di visibilità da parte dei gruppi marginalizzati e la critica alla rappresentazione performativa.
Fatti principali
- 1. Nathalie Weidenfeld ha pubblicato un articolo su Der Freitag intitolato 'Zeig mir dein Blut!'
- 2. Weidenfeld critica l'uso di liquido rosso nelle pubblicità di assorbenti come sintomo del feticismo della visibilità.
- 3. Sostiene che tale pubblicità non cambi le leggi, non riduca la violenza né migliori le retribuzioni per le donne.
- 4. Alina Saha risponde che l'appello di Weidenfeld all'opacità trascura le lotte di coloro che sono stati invisibili.
- 5. Saha sottolinea che il sangue finto nella pubblicità non è un fenomeno nuovo.
- 6. Il dibattito si concentra sul valore della visibilità rispetto all'opacità nella rappresentazione.
- 7. L'articolo originale appare nel numero corrente di Der Freitag.
- 8. L'articolo di risposta è pubblicato anch'esso su Der Freitag.
Entità
Artisti
- Nathalie Weidenfeld
- Alina Saha
Istituzioni
- Der Freitag