ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

La Cina esorta la Francia ad abbandonare la legge anti-fast fashion, citando discriminazione

economy-finance · 2026-09-10

Giovedì, il Ministero del Commercio cinese (Mofcom) ha rivelato di aver avviato colloqui con aziende francesi operanti sul proprio territorio, ribadendo la richiesta alla Francia di ritirare la sua "legge anti-fast fashion", che Pechino considera una forma di protezionismo. Secondo il portavoce Huang Ling, alcune aziende francesi potrebbero aver beneficiato di sussidi forniti dall'Unione Europea e dai suoi Stati membri, potenzialmente estendendo tale sostegno alle loro operazioni in Cina. Huang ha osservato che questi colloqui miravano a "raccogliere informazioni e chiedere chiarimenti" per valutare gli effetti dei sussidi. Ha criticato la legge francese per l'uso di "standard chiaramente mirati" che penalizzano l'e-commerce cinese, avvertendo che tali regolamentazioni potrebbero perturbare significativamente la concorrenza leale. La legislazione classifica l'abbigliamento come "ultra-fast fashion" in base a due fattori: la quantità di capi immessi sul mercato e i costi di riparazione dei capi in relazione ai prezzi al dettaglio. Questo intervento sottolinea le crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Parigi riguardo all'e-commerce e alle regolamentazioni sulla moda.

Fatti principali

  • Il Ministero del Commercio cinese (Mofcom) ha tenuto colloqui con aziende francesi operanti in Cina giovedì.
  • Il Mofcom ha ribadito la richiesta alla Francia di smettere di usare la sua legge anti-fast fashion per danneggiare le imprese cinesi.
  • Il portavoce del Ministero, Huang Ling, ha affermato che rapporti pubblici suggerivano che alcune aziende francesi avevano ricevuto sussidi dall'UE e dai suoi Stati membri.
  • Huang ha osservato che i sussidi potrebbero essere stati in parte trasferiti a entità con sede in Cina.
  • I colloqui miravano a cercare informazioni e richiedere spiegazioni per valutare l'impatto.
  • Huang ha affermato che la legge utilizza standard e parametri chiaramente mirati per discriminare gli operatori cinesi di e-commerce transfrontaliero.
  • Huang ha avvertito che le regole distorcerebbero gravemente la concorrenza leale.
  • Secondo la legislazione francese, l'abbigliamento è qualificato come ultra-fast fashion in base al volume immesso sul mercato e ai costi di riparazione dei capi rispetto al prezzo al dettaglio.

Entità

Istituzioni

  • China’s Ministry of Commerce
  • Mofcom
  • European Union

Luoghi

  • China
  • France
  • Beijing
  • Paris

Fonti