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Il Molière di Cesare Garboli: una lettura critica de Il malato immaginario

opinion-review · 2026-09-04

Un nuovo articolo su Doppiozero di Massimo Marino e Anita Romanello approfondisce l'interpretazione di Cesare Garboli di Molière, in particolare affrontando il terzo intermezzo de 'Il malato immaginario'. La discussione presenta un'immagine sorprendente di una processione con otto portatori di siringhe, sei farmacisti e ventidue medici, che ricorda il film di Ariane Mnouchkine. Gli autori sottolineano un ritornello agghiacciante in cui risuona la frase 'occidat' (che uccida), un duro promemoria della morte di Molière sul palco. Esplorano parallelismi tra la satira del XVII secolo e le questioni sanitarie contemporanee, come le lunghe attese al pronto soccorso e la popolarità degli integratori alimentari, concludendo con una riflessione sulla critica di Molière all'arroganza medica.

Fatti principali

  • Articolo pubblicato su Doppiozero il 9 aprile 2026.
  • Autori: Massimo Marino e Anita Romanello.
  • Si concentra sulla lettura di Cesare Garboli de 'Il malato immaginario' di Molière.
  • Descrive la processione del terzo intermezzo: otto portatori di siringhe, sei farmacisti, ventidue medici.
  • Riferimenti al film di Ariane Mnouchkine sulla vita di Molière.
  • Cita il coro latino: 'Vivat, vivat... et salasset et occidat!'.
  • Nota la morte di Molière dopo aver recitato nell'opera.
  • Traccia parallelismi con la sanità moderna e gli integratori alimentari.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Doppiozero

Fonti