L'ambivalenza di Brian Dillon: un memoir in terza persona esplora gioventù, stile e sé
Il memoir di Brian Dillon 'Ambivalence: An Education' è recensito su The New Yorker. Il libro, ambientato in Irlanda negli anni '80 e all'inizio degli anni '90, racconta la tarda adolescenza e i primi vent'anni di Dillon in terza persona, riferendosi al suo io più giovane come 'B'. Dillon, noto per la sua critica di stampo memoiristico in opere come 'Suppose a Sentence' e 'Essayism', usa questo approccio non convenzionale per esplorare la formazione delle sue sensibilità estetiche. La narrazione si concentra sullo sviluppo intellettuale ed emotivo di B, sulla sua ossessione per icone di stile come David Bowie e sul suo profondo impegno con testi di Virginia Woolf, Roland Barthes e altri. Il memoir evita deliberatamente elementi autobiografici convenzionali come amicizie e relazioni amorose, concentrandosi invece sul potere trasformativo della letteratura e delle idee. La prospettiva in terza persona di Dillon consente un esame distaccato delle sue ansie e aspirazioni giovanili, catturando la consistenza di un periodo segnato da noia, fantasticheria e ricerca di identità. Il libro spazia dalla morte della madre di Dillon al suo trasferimento in Inghilterra per studi universitari, terminando prima che pubblicasse qualsiasi opera significativa. La recensione evidenzia la sperimentazione stilistica di Dillon, incluso l'uso del corsivo e il saltuario discorso in seconda persona, come riflesso del suo impegno con la teoria postmoderna. Nota anche la rilevanza del memoir per le questioni contemporanee su gusto e consumo culturale nell'era digitale.
Fatti principali
- Il memoir di Brian Dillon 'Ambivalence: An Education' viene recensito.
- Il memoir è ambientato in Irlanda negli anni '80 e all'inizio degli anni '90.
- Dillon scrive del suo io più giovane in terza persona, chiamandolo 'B'.
- Il libro copre la tarda adolescenza e i primi vent'anni di Dillon.
- Dillon è noto per opere come 'Suppose a Sentence' e 'Essayism'.
- Il memoir si concentra sullo sviluppo intellettuale ed estetico di B.
- Le influenze chiave includono David Bowie, Virginia Woolf e Roland Barthes.
- La narrazione spazia dalla morte della madre di Dillon al suo trasferimento in Inghilterra per studi universitari.
- Il memoir termina prima che Dillon pubblicasse qualsiasi opera notevole.
- La recensione è pubblicata su The New Yorker.
Entità
Artisti
- Brian Dillon
- David Bowie
- Virginia Woolf
- Roland Barthes
- Walter Benjamin
- Joan Didion
- James Baldwin
- Jacques Derrida
Istituzioni
- The New Yorker
Luoghi
- Ireland
- England