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Biennale di Venezia 2026: Un'edizione per minoranze e ingiustizie, ma non per tutti

opinion-review · 2026-06-02

Nicola Mafessoni, gallerista e curatore, riflette sulla 53ª edizione della Biennale di Venezia, intitolata 'In Minor Keys' e curata da Koyo Kouoh, scomparsa dopo la nomina. La mostra si fonda sulla fiducia negli artisti come interpreti della condizione sociale e psichica. Mafessoni descrive opere chiave: il viaggio di Khaled Sabsabi dal Libano all'Australia con l'opera 'Khalil'; la 'Silent Wind Orchestra' di Nicholas Hlobo; l'analisi dei media di Carrie Schneider; il 'Garden of the Broken Hearted' con un ulivo su palcoscenico rotante; i pupazzetti di Nina Katchadurian; il progetto di agricoltura urbana di Linda Goode Bryant; il padiglione rosso di Alfredo Jaar sui dieci minerali critici; la videoinstallazione di Eric Baudelaire ispirata a Pirandello e al mercato dei fiori di Aalsmeer; i collage di Mohammed Joha su Gaza; e i lavori di Raed Yassin su archivi egiziani e cultura panaraba. Mafessoni critica l'edizione per essere troppo didascalica, focalizzata su ingiustizie e minoranze, e poco innovativa nella forma. Si chiede se sia arte o giornalismo d'inchiesta, e nota l'ipocrisia del mercato: opere su sofferenza vendute a caro prezzo a Manhattan. Conclude di non essere il target di riferimento e propone per il 2028 di dividere la Biennale in due sezioni: una per opere di denuncia e una per artisti indipendentemente dal tema.

Fatti principali

  • La Biennale di Venezia 2026 è intitolata 'In Minor Keys'.
  • La curatrice Koyo Kouoh è scomparsa pochi mesi dopo la nomina.
  • Khaled Sabsabi presenta 'Khalil', opera multimediale su guerra e sfollamento dal Libano all'Australia.
  • Nicholas Hlobo espone 'Silent Wind Orchestra', strumenti a fiato senza artista o pubblico.
  • Carrie Schneider analizza i media e le rappresentazioni sessiste.
  • Alfredo Jaar riflette sui dieci minerali critici per le tecnologie moderne.
  • Eric Baudelaire si ispira a Pirandello per una videoinstallazione sul mercato dei fiori di Aalsmeer.
  • Mohammed Joha ha creato collage astratti durante la distruzione di Gaza.
  • Mafessoni critica l'edizione per essere didascalica e poco innovativa.
  • Propone per il 2028 una Biennale divisa in due sezioni: denuncia e artisti indipendenti dal tema.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Biennale di Venezia
  • Galleria di Manhattan
  • Esselunga

Luoghi

  • Venezia
  • Italia
  • Libano
  • Australia
  • Aalsmeer
  • Paesi Bassi
  • Africa
  • Sud America
  • Gaza
  • Manhattan
  • New York
  • Stati Uniti
  • Parigi
  • Avellino

Fonti