L'architettura e l'arte modernista del Belgio del dopoguerra sotto minaccia
L'architettura modernista del Belgio del dopoguerra, costruita principalmente tra la fine degli anni '40 e gli anni '60, spesso passa inosservata o affronta la distruzione, nonostante le significative collaborazioni tra artisti e architetti. L'Expo 58 di Bruxelles del 1958 segnò un nuovo capitolo di speranza, mostrando progressi tecnologici e riforme sociali, tra cui l'assicurazione sanitaria e le ferie retribuite. Una legge emanata nel 1948 facilitò l'accesso alla proprietà immobiliare attraverso sussidi e prestiti agevolati. Questo movimento architettonico privilegiava materiali economici e progetti modulari, cercando un approccio più umano rispetto al rigido periodo interbellico. Elementi decorativi come vivaci pannelli sandwich e infissi unici erano prevalenti, spesso realizzati da artisti oggi sconosciuti. La Galleria Ravenstein, progettata da Alexis e Philippe Dumont e inaugurata nel 1958, presenta mosaici e un murale di Jean Ado Baltus. Inoltre, il Palais des Beaux-Arts di Charleroi espone il murale di René Magritte, La Fée Ignorante. Purtroppo, poche strutture sono riconosciute come siti patrimoniali, rendendole suscettibili a modifiche o demolizioni. Iniziative come Ceramic Door Handles Belgium cercano di salvaguardare queste storie. Gerlin Heestermans, fondatrice di Toerist Modernist, si dedica a documentare l'architettura del XX secolo e a mappare i siti modernisti in tutto il Belgio e oltre.
Fatti principali
- L'Expo 58 di Bruxelles è stata inaugurata nell'aprile 1958, mostrando l'ottimismo del dopoguerra e il progresso tecnologico.
- Una legge belga del 1948 forniva sussidi diretti e prestiti a basso costo agli acquirenti di case, promuovendo una più ampia proprietà immobiliare.
- Il modernismo del dopoguerra presentava materiali economici, costruzioni modulari e dettagli decorativi come colorati pannelli sandwich e mosaici.
- La Galleria Ravenstein a Bruxelles, progettata da Alexis e Philippe Dumont e aperta nel 1958, collega la Stazione Centrale con il Bozar e presenta un murale del 1958 di Jean Ado Baltus.
- Il Palais des Beaux-Arts di Charleroi contiene un murale di René Magritte, La Fée Ignorante, nella sua sala congressi.
- Pochi edifici modernisti del dopoguerra sono elencati come patrimonio, lasciandoli soggetti alla volontà dei proprietari e a rischio di alterazione.
- L'amianto, utilizzato fino ai primi anni '90, è presente in alcuni materiali del dopoguerra ma è sicuro se non smantellato.
- Iniziative come Ceramic Door Handles Belgium preservano le storie della storia del design belga.
Entità
Artisti
- René Magritte
- Jean-Pierre Ghysels
- Fernand Brunfaut
- Hugo Van Kuyck
- Elie Poupko
- Alexis Dumont
- Philippe Dumont
- Jean Ado Baltus
- Olivier Strebelle
- Ossip Zadkine
- Gerlin Heestermans
Istituzioni
- Groupe Structures
- Palais des Beaux-Arts
- Expo 58
- Ceramic Door Handles Belgium
- Toerist Modernist
- Bozar
- Belgian Museum of Freemasonry
- Vooruit
- Ravenstein Gallery
- ADAGP
- DACS
Luoghi
- Charleroi
- Belgium
- Brussels
- Ghent
- Paris
- London