Amazon trasforma Prime Video in un aggregatore di piattaforme di streaming
Amazon ha trasformato Prime Video in un hub di streaming grazie alla sezione Channels, lanciata sei anni fa, che consente abbonamenti a piattaforme come Crunchyroll, MUBI, Apple TV e HBO Max. Attualmente, il 70% degli abbonamenti specializzati avviene tramite Amazon, che guadagna una percentuale del 15-30 su ciascun abbonamento. Prime Video, introdotto nel 2006, ha presentato serie come Transparent e Gli anelli del potere. Nel 2024, l'ingresso di Apple TV in Channels ha portato a un incremento del 10% degli abbonati. Inoltre, Amazon sta espandendo la sua presenza nella pubblicità online, detenendo il 9% del mercato e prevedendo una crescita del 17% entro il 2025, includendo annunci su podcast, audiolibri e video su Prime Video.
Fatti principali
- Amazon ha avviato la sezione Channels di Prime Video sei anni fa
- Il 70 per cento degli abbonamenti alle piattaforme specialty passa per Amazon secondo Antenna
- Le piattaforme versano ad Amazon tra il 15 e il 30 per cento di ogni abbonamento per almeno un anno
- In Italia Prime Video offre Paramount+ e HBO Max tra i canali
- Nel 2024 Apple TV è entrata in Channels e nel primo anno su Prime ha aumentato gli abbonati del 10 per cento
- Il 20 per cento degli utenti che si abbonano tramite Channels si abbona a un'altra piattaforma entro sei mesi
- Google e Meta controllano ciascuna il 26 per cento del mercato pubblicitario online, Amazon il 9 per cento con una crescita del 17 per cento nel 2025
- Prime Video è nata nel 2006, prima di Netflix
Entità
Istituzioni
- Amazon
- Prime Video
- Crunchyroll
- MUBI
- Rarovideo
- Apple TV
- Infinity
- Paramount+
- HBO Max
- Antenna
- Juventus
- Inter
- Milan
- Playboy Tv Europe
- Anime Generation
- YouTube
- Roku
- Peacock
- Universal
- Netflix
- Meta
- Audible
Luoghi
- Italia
- Stati Uniti