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Alberto Villa: la critica d'arte è claudicante, non al capolinea

opinion-review · 2026-04-26

In un intervento su Artribune, il giornalista e curatore Alberto Villa analizza lo stato della critica d'arte contemporanea, sostenendo che non è al capolinea ma in una fase di trasformazione. Villa critica la nostalgia per la 'critica militante' degli anni Sessanta e Settanta, personificata da figure come Germano Celant, e invita a guardare avanti. Sottolinea il conflitto di interessi nelle riviste d'arte, dove la pubblicità limita le recensioni negative, e osserva che il mercato ha sostituito la critica come forza trainante. Propone nuove vie come piattaforme indipendenti (Substack) e social network, citando Michele Dantini come esempio. Difende l'intervista come forma critica legittima, richiamando Carla Lonzi. Conclude che la critica 'zoppica' ma può trovare nuova vitalità in spazi comuni e iniziative come 'Pittura italiana oggi' alla Triennale di Milano.

Fatti principali

  • L'articolo è pubblicato su Artribune numero 83.
  • Villa critica la mitizzazione di Lionello Venturi, Carla Lonzi e Filiberto Menna.
  • Le riviste d'arte hanno un quinto di contenuti rispetto alla pubblicità (es. Artforum).
  • Il mercato dell'arte, attraverso i collezionisti, determina gli sviluppi artistici.
  • Art Basel Qatar è prevista per inizio 2026.
  • Substack è indicato come piattaforma per la critica indipendente.
  • Michele Dantini è segnalato come profilo italiano da seguire su Substack.
  • La mostra 'Pittura italiana oggi' alla Triennale di Milano (2023-24) è citata come esempio positivo.

Entità

Artisti

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Luoghi

  • Italia
  • Occidente
  • Milano
  • Sud America
  • Qatar

Fonti