Samah Jabr: Trauma infinito, la psichiatra palestinese racconta il trauma coloniale
Nel 2026, Feltrinelli pubblica il libro Trauma infinito, in cui la psichiatra palestinese Samah Jabr, originaria di Gerusalemme, dialoga con Maria Nadotti. Jabr descrive il trauma palestinese come coloniale, intenzionale, ripetuto, accumulativo e transgenerazionale. Secondo la psichiatra, il sistema politico dell’occupazione e dell’apartheid è la vera causa del danno psicologico: l'esposizione continua a violenza e umiliazione altera la psiche degli individui, costretti a adattarsi a condizioni estreme per sopravvivere. Jabr sottolinea che la sua pratica clinica è profondamente legata all'azione politica e alla vita quotidiana, impegnandosi per ogni persona sofferente. L’articolo, scritto da Marco Ercolani e Anita Romanello, è apparso su Doppiozero martedì 22 settembre 2026 alle 03:10, contribuendo al dibattito sulla salute mentale in contesti di occupazione e sulle conseguenze della violenza politica.
Key facts
- Samah Jabr è una psichiatra palestinese che vive a Gerusalemme.
- Maria Nadotti ha intervistato Samah Jabr sulla natura del trauma.
- Il libro Trauma infinito. Una psichiatra palestinese racconta è pubblicato da Feltrinelli nel 2026.
- Jabr definisce il trauma palestinese coloniale, deliberato, ripetitivo, cumulativo e transgenerazionale.
- Secondo Jabr, il dispositivo politico dell’occupazione e dell’apartheid è patogeno.
- L’esposizione incessante a violenza, vessazione e umiliazione deforma la psiche degli individui.
- Il progetto coloniale riduce l’individuo all’impotenza, afferma Jabr.
- L’articolo è stato pubblicato su Doppiozero il 22 settembre 2026 alle 03:10, a firma di Marco Ercolani e Anita Romanello.
Entities
Artists
- Samah Jabr
- Maria Nadotti
- Marco Ercolani
- Anita Romanello
Institutions
- Feltrinelli
- Doppiozero
Locations
- Gerusalemme
- Palestina