I disegni carcerari di Zehra Dogan in mostra al Museo Santa Giulia di Brescia
Il Museo di Santa Giulia di Brescia ospita la mostra 'Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche' con sessanta opere dell'artista curda Zehra Dogan, realizzate durante i suoi 1.022 giorni di detenzione in tre carceri turche (Mardin, Diyarbakir, Tarsor). Dogan, nata a Diyarbakir nel 1989, è stata condannata a tre anni di carcere per un disegno sarcastico pubblicato su Twitter che reinterpretava una foto della conquista turca della città curda di Nusaybin. L'accusa era di incitamento al terrorismo. La sua situazione è stata aggravata dal suo lavoro di giornalista, tra cui la denuncia della persecuzione delle donne yazide nel nord dell'Iraq, e dalla co-fondazione dell'agenzia di stampa JINHA nel 2010, chiusa nel 2016. Le opere, realizzate su supporti improvvisati come tessuto e carta con materiali come cenere di sigaretta, tè, sangue mestruale, curcuma, succo di rucola e buccia di melograno, mostrano influenze della pittura europea tra Ottocento e Novecento, in particolare di Gustave Moreau, Odilon Redon e Pablo Picasso. La curatrice Elettra Stamboulis nota che la cultura francese è stata influente nelle scuole d'arte turche. I disegni presentano figure umane e animali aggrovigliate, visioni metamorfiche e il tema iconografico dell'occhio, tipico della cultura simbolista-surrealista europea e della tradizione orientale. Dogan ora vive in Europa e guarda al futuro, pensando alla sua terra natale, il Kurdistan.
Fatti principali
- Zehra Dogan è un'artista curda nata a Diyarbakir nel 1989.
- È stata condannata a tre anni di carcere per un disegno su Twitter.
- Il disegno reinterpretava sarcasticamente una foto della conquista turca di Nusaybin.
- È stata accusata di incitamento al terrorismo.
- Ha co-fondato l'agenzia di stampa JINHA nel 2010, chiusa nel 2016.
- Ha denunciato la persecuzione delle donne yazide nel nord dell'Iraq.
- La mostra 'Avremo anche giorni migliori' è al Museo di Santa Giulia di Brescia.
- Le opere sono state realizzate in carcere usando materiali improvvisati.
- I materiali includono cenere di sigaretta, tè, sangue mestruale, curcuma, succo di rucola e buccia di melograno.
- Le influenze includono Gustave Moreau, Odilon Redon e Pablo Picasso.
- La curatrice è Elettra Stamboulis.
- Dogan ora vive in Europa.
Entità
Artisti
- Zehra Dogan
- Gustave Moreau
- Odilon Redon
- Pablo Picasso
Istituzioni
- Museo di Santa Giulia
- Università Dicle
- JINHA
Luoghi
- Brescia
- Italy
- Diyarbakir
- Turkey
- Mardin
- Tarsor
- Nusaybin
- Kurdistan
- northern Iraq