La Foresta Cibernetica di Zaven Paré alla Galerie Charlot
L'artista e ricercatore Zaven Paré presenta una mostra personale alla Galerie Charlot di Parigi dal 20 ottobre al 17 novembre 2012. La mostra funge da installazione globale che ripercorre un decennio del suo lavoro, dove ogni pezzo mantiene la propria autonomia. Le macchine di Paré sfumano il confine tra burattino, automa e robot, apparendo come prototipi di prototipi—progetti incompiuti in cui il processo conta più del completamento. Il suo interesse per il confine tra macchina e umano lo porta a esplorare l'antropomorfismo robotico, inclusi esperimenti con un robot da un milione di dollari animato da cinquanta motori che esprimono impazienza. Questo si collega alla teoria della Valle dell'Inquietante di Masahiro Mori del 1970, che descrive la sottile linea tra empatia e disgusto quando creature artificiali assomigliano molto agli umani. Paré cita influenze dagli alberi meccanici di Nicolas Schöffer e dalle sculture cinetiche di Jean Tinguely, descrivendo il suo percorso retrospettivo come l'attraversamento di una foresta cibernetica. Fa anche riferimento al concetto di Bruno Latour della tecnica come differenza piuttosto che come oggetto, una nuova esplorazione dell'alterità. Il testo della mostra è di Raphael Cuir.
Fatti principali
- La mostra si svolge dal 20 ottobre al 17 novembre 2012 alla Galerie Charlot, Parigi
- Zaven Paré è sia artista che ricercatore
- Le opere combinano alta e bassa tecnologia
- Le macchine oscillano tra burattino, automa e robot
- Paré sperimenta con un robot da un milione di dollari con cinquanta motori
- Riferimenti alla teoria della Valle dell'Inquietante di Masahiro Mori del 1970
- Influenze includono Nicolas Schöffer e Jean Tinguely
- Cita il concetto di Bruno Latour della tecnica come differenza
Entità
Artisti
- Zaven Paré
- Kenji Yanobe
- Nicolas Schöffer
- Jean Tinguely
- Raphael Cuir
Istituzioni
- Galerie Charlot
- art press
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —