Paradise Camp di Yuki Kihara alla Biennale di Venezia 2022 esplora l'identità Fa'afafine e la critica coloniale
Yuki Kihara rappresenta la Nuova Zelanda alla 59ª Biennale di Venezia con Paradise Camp, una mostra che esamina le esperienze intersezionali della comunità Fa'afafine di Samoa. L'opera, realizzata a Samoa prima della pandemia con quasi 100 partecipanti, sfida le visioni romanticizzate del Pacifico. Kihara critica l'amministrazione coloniale della Nuova Zelanda su Samoa, evidenziando al contempo la resilienza dei Fa'afafine. Come prima artista Pasifika, Fa'afafine e asiatica nel padiglione neozelandese, nota che la sua selezione coincide con gli sforzi istituzionali per una maggiore diversità. La mostra si svolge dal 23 aprile al 27 novembre 2022 all'Arsenale. Kihara cita come fonte d'ispirazione Fatu Feu'u e Robyn Kahukiwa. Ha visitato Venezia nel novembre 2019 dopo le gravi inondazioni, ricordando condizioni simili in Samoa. L'artista sottolinea che il suo pubblico principale è la comunità Fa'afafine, che intende responsabilizzare.
Fatti principali
- Yuki Kihara rappresenta la Nuova Zelanda alla 59ª Biennale di Venezia
- La mostra Paradise Camp esplora la comunità Fa'afafine di Samoa
- L'opera è stata realizzata a Samoa prima della pandemia con quasi 100 persone
- La mostra sfida le visioni romanticizzate del Pacifico
- Critica l'amministrazione coloniale della Nuova Zelanda su Samoa
- Prima artista Pasifika, Fa'afafine e asiatica nel padiglione neozelandese
- La Biennale si svolge dal 23 aprile al 27 novembre 2022 a Venezia
- Kihara si è ispirata agli artisti Fatu Feu'u e Robyn Kahukiwa
Entità
Artisti
- Yuki Kihara
- Fatu Feu'u
- Robyn Kahukiwa
- Natalie King
Istituzioni
- Venice Biennale
- ArtReview
- New Zealand pavilion
Luoghi
- Venice
- Italy
- New Zealand
- Samoa
- Apia
- Aotearoa
- Moana Pacific