Il saggio di Yuk Hui sul non-moderno in Afterall Journal 51
Il saggio di Yuk Hui 'Sulla persistenza del non-moderno' in Afterall Journal 51 (pubblicato l'11 aprile 2021) sostiene la necessità di riarticolare il non-moderno come potere trasformativo per resistere all'inconscio tecnologico della modernità. Hui critica la narrazione lineare di pre-moderno, moderno, postmoderno e propone di aggiungere 'apocalisse' per catturare le crisi ecologiche contemporanee, l'IA e le pandemie. Si confronta con il lamento del 1919 di Paul Valéry sullo spirito europeo, l'ottimismo progressista di Gilbert Simondon e l'orizzonte infinito di Friedrich Nietzsche. Hui distingue la modernità dal modernismo e dalla modernizzazione, attingendo all'episteme di Michel Foucault. Critica il transmoderno di Enrique Dussel per aver trascurato la coscienza tecnologica e il postmoderno di Jean-François Lyotard per averla al centro. Hui sostiene la 'cosmotecnica' – tecniche multiple plasmate da cosmologie – citando il pensiero organicista cinese di Joseph Needham e l'unità di Dao e Qi. Fa riferimento alla mostra del 2014 'Modernités plurielles' al Centre Pompidou, all'osservazione di Arnold Toynbee sull'importazione di tecnologia asiatica e al multinaturalismo di Philippe Descola. Il saggio invoca la tecnodiversità per riaprire la storia del mondo oltre la metafisica occidentale.
Fatti principali
- Saggio pubblicato in Afterall Journal 51 l'11 aprile 2021
- Scritto da Yuk Hui
- Sostiene la riarticolazione del non-moderno come potere trasformativo
- Critica la storia lineare: pre-moderno, moderno, postmoderno, apocalisse
- Si confronta con 'La crisi dello spirito' di Paul Valéry del 1919
- Riferimento all'ottimismo progressista di Gilbert Simondon
- Cita l'aforisma 124 di Friedrich Nietzsche da La gaia scienza
- Discute 'Non siamo mai stati moderni' di Bruno Latour
- Menziona la mostra del 2014 'Modernités plurielles' al Centre Pompidou
- Critica il transmoderno di Enrique Dussel per aver trascurato la tecnologia
- Evidenzia la coscienza tecnologica di Jean-François Lyotard
- Propone la 'cosmotecnica' come tecniche multiple
- Riferimento a 'Scienza e civiltà in Cina' di Joseph Needham
- Cita 'Oltre natura e cultura' di Philippe Descola
- Menziona i testi di Hu Shi per la Chinese Science Society (1915)
- Discute l'osservazione di Arnold Toynbee sull'importazione di tecnologia asiatica
- Sostiene la tecnodiversità nell'Antropocene
Entità
Artisti
- Yuk Hui
- Paul Valéry
- Gilbert Simondon
- Friedrich Nietzsche
- Michel Foucault
- Bruno Latour
- Enrique Dussel
- Jean-François Lyotard
- Joseph Needham
- Philippe Descola
- Eduardo Viveiros de Castro
- Hu Shi
- Chao Yuen Ren
- Martin Heidegger
- Arnold Toynbee
- Henry Michaux
- Stéphane Mallarmé
- Charles Baudelaire
- Paul Cézanne
- Immanuel Kant
- Fredric Jameson
- Jean-Louis Déotte
- Walter D. Mignolo
- Simon Nora
- Alain Minc
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Istituzioni
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Fonti
- Afterall —