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La mostra DEADHEAD di Yto Barrada alla Fondazione Merz esplora il tempo decoloniale attraverso tessuti e migrazione

exhibition · 2026-04-22

La mostra personale DEADHEAD di Yto Barrada alla Fondazione Merz di Torino presenta opere che abbracciano due decenni e sfidano le temporalità coloniali e capitaliste. L'artista franco-marocchina, che rappresenterà la Francia alla Biennale di Venezia 2024, incorpora fotografia, scultura, tessuti, film e pratiche di tintura. Al centro dell'esposizione c'è l'installazione Lit-Ras-D’Eau I (Raft I) (2023), una zattera di salvataggio in equilibrio su barili saldati con tessuti che ricordano bandiere nazionali decostruite. Un'altra opera chiave, Tangier Island’s Wall (2022), presenta trappole per granchi bianche impilate che riflettono sui destini paralleli tra la città natale di Barrada, Tangeri, e Tangier Island in Virginia, minacciate dall'innalzamento dei mari. La mostra include la sua serie Land and Water Forms (2019) con rappresentazioni minimaliste di caratteristiche geografiche, e il film Tree Identification for Beginners (2017) che esplora l'esperienza di sua madre con l'Operation Crossroads Africa nel 1966. L'organizzazione no-profit di Barrada, The Mothership a Tangeri, funge da residenza artistica e giardino di tintura dove i praticanti apprendono metodi indigeni. Curata da Davide Quadrio e Giulia Turconi, il titolo della mostra fa riferimento alla pratica del giardinaggio mentre affronta metaforicamente rituali rubati. Il primo lavoro di Barrada, A Life Full of Holes: The Strait Project, esaminava la migrazione attraverso lo Stretto di Gibilterra dopo l'Accordo di Schengen del 1991. La mostra è aperta fino al 18 maggio 2024.

Fatti principali

  • La mostra personale DEADHEAD di Yto Barrada è alla Fondazione Merz di Torino fino al 18 maggio 2024
  • Barrada rappresenterà la Francia alla Biennale di Venezia 2024
  • La mostra presenta opere che abbracciano due decenni, tra cui fotografia, scultura, tessuti e film
  • L'installazione centrale Lit-Ras-D’Eau I (Raft I) (2023) combina una zattera di salvataggio con elementi di letto antichi
  • Tangier Island’s Wall (2022) comprende trappole per granchi bianche impilate che riflettono su migrazione e cambiamento climatico
  • Barrada gestisce The Mothership, una residenza artistica e giardino di tintura a Tangeri
  • I curatori Davide Quadrio e Giulia Turconi hanno organizzato la mostra
  • La prima serie di Barrada, A Life Full of Holes, esaminava la migrazione attraverso lo Stretto di Gibilterra dopo l'Accordo di Schengen del 1991

Entità

Artisti

  • Yto Barrada
  • Emily Dickinson
  • Emily Vanderpoel
  • Pheng Cheah

Istituzioni

  • Fondazione Merz
  • Cinémathèque de Tanger
  • The Mothership
  • Tate
  • Venice Biennale
  • Operation Crossroads Africa
  • Canvas

Luoghi

  • Turin
  • Italy
  • Tangier
  • Morocco
  • Paris
  • France
  • New York
  • United States
  • Virginia
  • Strait of Gibraltar
  • Europe

Fonti