Yona Friedman sull'architettura flessibile e l'integrazione dei rifugiati
In un'intervista video con la web TV del Louisiana Museum of Modern Art, l'architetto ungherese di 94 anni Yona Friedman discute la sua storia personale di rifugiato e le origini del suo concetto di architettura mobile. Sostiene che l'architettura deve tornare a essere flessibile, sottolineando che il ruolo dell'architetto è trasformare il processo di tentativi ed errori in qualcosa di sostenibile creando forme che possano accogliere cambiamenti e ripensamenti. Friedman sottolinea l'importanza di progettare città pensando all'integrazione dei rifugiati, valorizzando i loro contributi. Cita l'antica Roma come luogo di asilo e offre una prospettiva ottimistica: essere ottimisti non significa che il percorso sia facile, ma un ottimista affronta la strada difficile con meno difficoltà.
Fatti principali
- Yona Friedman è un architetto ungherese di 94 anni.
- L'intervista è stata pubblicata dalla web TV del Louisiana Museum of Modern Art.
- Il concetto di architettura mobile di Friedman ha origine dalla sua esperienza di rifugiato.
- Sostiene un'architettura flessibile che possa adattarsi attraverso tentativi ed errori.
- Friedman crede che le città dovrebbero essere progettate per integrare i rifugiati.
- Cita l'antica Roma come esempio di luogo di asilo.
- Afferma che essere ottimisti aiuta a percorrere sentieri difficili con meno difficoltà.
- L'intervista è in formato video.
Entità
Artisti
- Yona Friedman
Istituzioni
- Louisiana Museum of Modern Art
- Artribune
Luoghi
- Copenhagen
- Denmark
- Rome
- Italy