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Yona Friedman sull'architettura flessibile e l'integrazione dei rifugiati

architecture-design · 2026-05-05

In un'intervista video con la web TV del Louisiana Museum of Modern Art, l'architetto ungherese di 94 anni Yona Friedman discute la sua storia personale di rifugiato e le origini del suo concetto di architettura mobile. Sostiene che l'architettura deve tornare a essere flessibile, sottolineando che il ruolo dell'architetto è trasformare il processo di tentativi ed errori in qualcosa di sostenibile creando forme che possano accogliere cambiamenti e ripensamenti. Friedman sottolinea l'importanza di progettare città pensando all'integrazione dei rifugiati, valorizzando i loro contributi. Cita l'antica Roma come luogo di asilo e offre una prospettiva ottimistica: essere ottimisti non significa che il percorso sia facile, ma un ottimista affronta la strada difficile con meno difficoltà.

Fatti principali

  • Yona Friedman è un architetto ungherese di 94 anni.
  • L'intervista è stata pubblicata dalla web TV del Louisiana Museum of Modern Art.
  • Il concetto di architettura mobile di Friedman ha origine dalla sua esperienza di rifugiato.
  • Sostiene un'architettura flessibile che possa adattarsi attraverso tentativi ed errori.
  • Friedman crede che le città dovrebbero essere progettate per integrare i rifugiati.
  • Cita l'antica Roma come esempio di luogo di asilo.
  • Afferma che essere ottimisti aiuta a percorrere sentieri difficili con meno difficoltà.
  • L'intervista è in formato video.

Entità

Artisti

  • Yona Friedman

Istituzioni

  • Louisiana Museum of Modern Art
  • Artribune

Luoghi

  • Copenhagen
  • Denmark
  • Rome
  • Italy

Fonti