Yayoi Kusama si scusa per il linguaggio razzista all'apertura della mostra allo SFMOMA
Yayoi Kusama ha presentato delle scuse per il linguaggio razzista presente nei suoi scritti, in concomitanza con l'apertura della sua mostra retrospettiva al San Francisco Museum of Modern Art. L'artista giapponese di 94 anni, che risiede in una struttura di salute mentale, ha espresso rammarico attraverso l'ufficio stampa dello SFMOMA per aver utilizzato un linguaggio offensivo e doloroso nella sua autobiografia del 2002. Il libro conteneva descrizioni delle 'tecniche sessuali animalesche' e dell' 'odore distintivo' delle persone nere, insieme a osservazioni fisiche dettagliate sulle labbra e sui genitali di un collaboratore nero. Questi passaggi furono segnalati per la prima volta da Vice News nel 2017. La pièce teatrale di Kusama del 1971, 'Tokyo Lee', presenta un personaggio nero descritto come un 'selvaggio dall'aspetto SELVAGGIO, peloso, nero carbone'. In scritti riguardanti il Greenwich Village degli anni '60, si lamentava che il quartiere di New York fosse diventato un 'bassofondo' perché 'i neri si sparano a vicenda davanti', sebbene questa frase sia stata rimossa dalle traduzioni in inglese. Il San Francisco Chronicle ha pubblicato la scorsa settimana un commento critico che metteva in discussione la decisione del museo di esporre le opere di Kusama nonostante questa storia. Lo SFMOMA aveva anticipato la controversia, notando che il suo responsabile dell'educazione aveva già pianificato programmi pubblici per affrontare come le istituzioni presentino artisti con storie problematiche. I biglietti per la mostra sono esauriti fino alla fine di novembre. La dichiarazione di Kusama ha sottolineato la sua intenzione, per tutta la vita, di promuovere amore, speranza, compassione e rispetto attraverso la sua arte.
Fatti principali
- Yayoi Kusama si è scusata per il linguaggio razzista presente nei suoi scritti
- Le scuse coincidono con l'apertura della sua mostra retrospettiva allo SFMOMA
- L'autobiografia del 2002 di Kusama conteneva descrizioni offensive delle persone nere
- Vice News ha segnalato per la prima volta questi passaggi nel 2017
- La sua pièce teatrale del 1971 'Tokyo Lee' include descrizioni razziste dei personaggi
- Kusama ha fatto commenti sul Greenwich Village diventato un 'bassofondo' a causa della violenza nera
- Il San Francisco Chronicle ha criticato la decisione dello SFMOMA di esporre le sue opere
- I biglietti dello SFMOMA sono esauriti fino a novembre
Entità
Artisti
- Yayoi Kusama
Istituzioni
- San Francisco Museum of Modern Art
- SFMOMA
- Vice News
- San Francisco Chronicle
Luoghi
- San Francisco
- United States
- Japan
- New York
- Greenwich Village
- Tokyo