Wired indaga sulle mostre pronte per Instagram: arte o intrattenimento?
Un video di Wired esplora due mostre pop-up progettate per i social media: Color Factory a San Francisco e il Museo del Gelato a Los Angeles. Queste mostre, diventate virali su Instagram, offrono sfondi colorati per selfie e foto di gruppo. I curatori evitano la domanda se siano arte, enfatizzando invece l'obiettivo di intrattenere i visitatori e offrire esperienze nuove. Il pezzo, raccontato da Valentina Tanni per Artribune, contestualizza questa tendenza in un mondo dell'arte più ampio, dove i grandi musei ospitano sempre più installazioni giocose di artisti come Carsten Höller, Yayoi Kusama e Superflex, offuscando il confine tra arte e intrattenimento. Il video si chiede se la distinzione sia ancora importante.
Fatti principali
- Wired ha prodotto un video sulle mostre amiche di Instagram.
- Due mostre in primo piano: Color Factory (San Francisco) e Museo del Gelato (Los Angeles).
- Entrambe sono mostre pop-up progettate per la fotografia e i social media.
- I curatori danno priorità all'intrattenimento dei visitatori piuttosto che definire le mostre come arte.
- La tendenza è parallela alle installazioni museali di Carsten Höller, Yayoi Kusama e Superflex.
- Viene citata la teoria della riproducibilità tecnica di Walter Benjamin del 1936.
- Il video mette in discussione la rilevanza della distinzione tra arte e intrattenimento.
- Valentina Tanni ha riportato la storia per Artribune.
Entità
Artisti
- Carsten Höller
- Yayoi Kusama
- Superflex
- Walter Benjamin
- Valentina Tanni
Istituzioni
- Wired
- Artribune
- Color Factory
- Ice Cream Museum
- Politecnico di Milano
- NABA – Nuova Accademia di Belle Arti
Luoghi
- San Francisco
- Los Angeles