ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

William Kentridge sul ruolo dell'arte nel difendere l'incertezza

artist · 2026-05-04

In un'intervista video con Tate London, l'artista sudafricano William Kentridge (nato nel 1955) discute il suo processo creativo dal suo studio di Johannesburg, che definisce uno "spazio vitale, sia fisico che spirituale". Spiega che il suo lavoro inizia sempre con un disegno, scaturito da un impulso iniziale come un'immagine o una frase abbastanza forte da generare il primo schizzo. Apprezza il carboncino e la matita per la loro flessibilità. L'atto fisico del disegno, spera, genera poi nuove idee e possibilità. Kentridge conclude con una potente dichiarazione sullo scopo dell'arte: difendere l'incertezza, criticare ogni forma di certezza – che sia autorità o conoscenza – e fare della contraddizione e dell'ambiguità le sue fonti primarie. L'intervista è stata condotta da Valentina Tanni, storica dell'arte, curatrice e docente specializzata in arte e tecnologia, che insegna al Politecnico di Milano e alla NABA. Il pezzo è stato pubblicato su Artribune come parte della loro serie televisiva.

Fatti principali

  • William Kentridge è nato nel 1955.
  • Il suo studio si trova a Johannesburg.
  • L'intervista è stata realizzata per Tate London.
  • Kentridge descrive il suo studio come uno spazio vitale sia fisico che spirituale.
  • Il suo processo creativo inizia sempre con un disegno.
  • Preferisce carboncino e matita per la loro flessibilità.
  • Afferma che l'arte deve difendere l'incertezza e criticare la certezza.
  • L'intervista è stata condotta da Valentina Tanni, storica dell'arte e curatrice.

Entità

Artisti

  • William Kentridge

Istituzioni

  • Tate London
  • Artribune
  • Politecnico di Milano
  • NABA

Luoghi

  • Johannesburg
  • South Africa
  • London
  • United Kingdom

Fonti