Perché la Biennale di Venezia sopravvive grazie ai suoi padiglioni nazionali
Angela Vettese sostiene che la sopravvivenza e la continua rilevanza della Biennale di Venezia siano dovute ai suoi padiglioni nazionali e agli eventi collaterali. Nonostante le critiche di Lawrence Alloway (che nel 1968 la definì una 'vaschetta per pesci rossi') e di un commentatore di Artforum nel 1978 che suggerì di radere al suolo i padiglioni, la struttura decentralizzata ha impedito una visione curatoriale monolitica. Con quasi 100 padiglioni e molti più eventi collaterali, la Biennale permette prospettive multiple, evitando l'omogeneizzazione che si verifica quando i curatori ruotano tra biennali a Sydney, Kassel, Istanbul, Sharjah, Riyadh e Venezia. Vettese evidenzia esempi storici di interventi non autorizzati: Yayoi Kusama che vendeva sfere specchiate per 2 dollari ai Giardini nel 1966, un 'Padiglione Clandestino' di Sisley Xhafa nel 1997, gli arazzi intrisi di sangue di Teresa Margolles nel 2009, il soffitto della chiesa censurato di Pipilotti Rist nel 2005 e la conversione in moschea del padiglione islandese nel 2015. I padiglioni si confrontano anche con eventi attuali, come il padiglione dell'Ucraina nel 2022 dopo l'invasione e una petizione con 14.500 firme entro il 15 marzo 2024 per escludere Israele. Vettese nota che la libertà della Biennale deriva dalla sua struttura finanziaria: la mostra centrale è pagata dalla Biennale, ma i padiglioni sono finanziati da gallerie, musei e donatori, rendendo impossibile un tema unificato. Spera che il nuovo presidente Pietrangelo Buttafuoco sostenga questa polifonia. L'articolo include dati di affluenza dal 2003 (260.000) al 2022 (800.000).
Fatti principali
- Angela Vettese sostiene che la sopravvivenza della Biennale di Venezia sia dovuta ai suoi padiglioni nazionali e agli eventi collaterali.
- Lawrence Alloway definì la Biennale una 'vaschetta per pesci rossi' nel 1968.
- Un commentatore di Artforum nel 1978 suggerì di radere al suolo i padiglioni.
- Quasi 100 padiglioni e molti eventi collaterali impediscono una visione curatoriale monolitica.
- Yayoi Kusama vendette sfere specchiate per 2 dollari ai Giardini nel 1966 senza invito.
- Una petizione con 14.500 firme entro il 15 marzo 2024 chiede di escludere Israele dalla Biennale 2024.
- La mostra centrale della Biennale è pagata dall'istituzione; i padiglioni sono finanziati esternamente.
- L'affluenza è cresciuta da 260.000 nel 2003 a 800.000 nel 2022.
Entità
Artisti
- Angela Vettese
- Lawrence Alloway
- Yayoi Kusama
- Lucio Fontana
- Sisley Xhafa
- Teresa Margolles
- Pipilotti Rist
- Anne Imhof
- Francesco Bonami
- María de Corral
- Rosa Martínez
- Robert Storr
- Daniel Birnbaum
- Bice Curiger
- Massimiliano Gioni
- Okwui Enwezor
- Christine Macel
- Ralph Rugoff
- Cecilia Alemani
- Paolo Baratta
- Roberto Cicutto
- Carlo Ripa di Meana
- Pietrangelo Buttafuoco
Istituzioni
- Artforum
- Biennale di Venezia
- Padiglione della Cina Popolare
- Padiglione Germania
- Padiglione Olanda
- Padiglione Russia
- Padiglione Clandestino
- Artribune
Luoghi
- Venezia
- Italy
- Giardini
- San Stae
- Misericordia
- Sydney
- Australia
- Kassel
- Germany
- Istanbul
- Turkey
- Sharjah
- United Arab Emirates
- Riyad
- Saudi Arabia
- Ucraina
- Ukraine
- Israele
- Israel
- Palestina
- Palestine
- Messico
- Mexico