Perché tenere i musei chiusi durante la pandemia è la scelta più triste ma più giusta
Massimiliano Tonelli sostiene che mantenere i musei chiusi durante la pandemia, sebbene triste, sia la decisione più giusta. Confuta l'idea che le chiusure siano una cospirazione contro la cultura, sottolineando che molti musei sono macchine complesse calibrate per specifici volumi di visitatori e flussi di entrate. Riaprire senza un pubblico sufficiente – a causa di restrizioni di viaggio e lockdown – comporterebbe costi insostenibili, aggraverebbe la carenza di personale e rischierebbe di danneggiare i rapporti con i concessionari. Tonelli nota che i musei continuano il lavoro di ricerca e conservazione a porte chiuse, e che restare chiusi permette loro di preservare risorse finanziarie per una riapertura adeguata. Sostiene misure su misura piuttosto che politiche uniformi, ma in definitiva appoggia l'approccio cauto del governo.
Fatti principali
- I musei sono macchine complesse calibrate per specifici volumi di visitatori e flussi di entrate.
- Riaprire senza un pubblico sufficiente comporterebbe costi insostenibili e aggraverebbe la carenza di personale.
- I musei continuano il lavoro di ricerca e conservazione a porte chiuse.
- Restare chiusi permette ai musei di preservare risorse finanziarie per una riapertura adeguata.
- Tonelli sostiene misure su misura piuttosto che politiche uniformi.
- L'articolo è di Massimiliano Tonelli su Artribune.
- L'articolo è stato pubblicato nel gennaio 2021.
- Tonelli menziona che i musei hanno ricevuto contributi statali.
Entità
Artisti
- Massimiliano Tonelli
Istituzioni
- Artribune
- Uffizi
- Pompei
Luoghi
- Italy