Perché il cinema viene esposto: Flusso contro flusso
Il saggio esamina la presentazione di immagini in movimento nei musei d'arte moderna, sostenendo che essa migliora il cinema attraverso una maggiore disponibilità di schermi, la vicinanza agli spettatori e la fusione dei ruoli tra visitatori e spettatori. Questo spettatore mobile può generare carrellate personali, reminiscenti del cinema primitivo precedente al 1907-1908. Tuttavia, questa libertà percepita può essere ingannevole, rispecchiando il declino degli ideali utopici condivisi. A differenza del cinema commerciale, il cinema esposto privilegia obiettivi non commerciali e presenta proiezioni in loop infinito. Citando Jean-François Lyotard, l'autore lo caratterizza come 'figurale' e si basa sul concetto di spettatore di Roland Barthes. Il saggio evidenzia la materialità delle immagini in movimento come 'polvere', valorizzandola rispetto alla mera rappresentazione. Opere recenti presentate a Documenta 11, come 'Western Deep' di Steve McQueen e 'Lasso' di Salla Tykkä, riflettono temi di assenza di peso e flusso di coscienza.
Fatti principali
- Il cinema esposto espande il cinema in tre modi paradossali: moltiplicazione degli schermi, prossimità che crea monumentalità e fusione dei ruoli di visitatore e spettatore.
- Lo spettatore mobile fa rivivere lo spettatore primitivo del cinema primordiale prima dell'introduzione della postazione fissa intorno al 1907-1908.
- Il cinema esposto è non mercantile e sfugge alla sala cinematografica o allo schermo televisivo domestico.
- I dischi digitali consentono proiezioni in loop infinito, competendo con la plasticità pittorica.
- L'autore caratterizza il cinema esposto come 'figurale' (non interpretabile ma percorribile), citando Lyotard.
- Il concetto di spettatore con due corpi (narcisistico e perverso) di Roland Barthes viene applicato al visitatore-spettatore.
- Il cinema esposto passa dalla rappresentazione alla presentazione, rivelando la materialità delle immagini come 'polvere'.
- Il concetto di 'oggetto temporale' di Bernard Stiegler viene utilizzato per descrivere la tensione tra il flusso del film e la coscienza dello spettatore.
- Opere di Documenta 11 (2002) di Steve McQueen, Salla Tykkä, Eija-Liisa Ahtila e Igor & Svetlana Kopystiansky raffigurano galleggiamento e assenza di peso.
- Gli artisti politici degli anni '20-'30 sognavano di proiettare film a folle mobili per liberare la coscienza.
Entità
Artisti
- Salla Tykkä
- Pipilotti Rist
- Stan Douglas
- Steve McQueen
- Eija-Liisa Ahtila
- Igor Kopystiansky
- Svetlana Kopystiansky
- Jean-François Lyotard
- Roland Barthes
- Bernard Stiegler
- Jean Louis Schefer
- Gene Youngblood
- Stan Van Der Beek
- Jonas Mekas
- Dominique Noguez
- Charles Baudelaire
- Jean-Luc Godard
Istituzioni
- Documenta 11
- Centre Georges Pompidou
- Cahiers du cinéma
- Galilée
- artpress
Luoghi
- South Africa
- Quartier latin
- Paris
- France
Fonti
- artpress —