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Perché una Capitale Mondiale della Cultura potrebbe contrastare la strumentalizzazione

opinion-review · 2026-04-27

Stefano Monti sostiene l'istituzione di una Capitale Mondiale della Cultura per contrastare la strumentalizzazione di titoli culturali come la designazione di Shusha come Capitale Islamica della Cultura da parte dell'ICESCO. La città azera, recentemente riconquistata nel conflitto del Nagorno-Karabakh, è stata anche nominata Capitale Azera della Cultura (2021) e Capitale Turca della Cultura (2023). Monti critica come tali titoli possano essere usati politicamente, citando il conflitto del Nagorno-Karabakh dove Shusha era un obiettivo militare nel 2020 e ora fa parte dei guadagni territoriali dell'Azerbaigian, portando all'esodo di 120.000 armeni etnici. Suggerisce che una capitale globale potrebbe riorientare la cultura come forza unificante anziché come strumento divisivo.

Fatti principali

  • Shusha è stata nominata Capitale Islamica della Cultura dall'ICESCO nel 2023 per il 2024.
  • La città era stata precedentemente nominata Capitale Azera della Cultura (2021) e Capitale Turca della Cultura (2023).
  • Shusha è stata conquistata/liberata dall'Azerbaigian il 9 novembre 2020.
  • Il conflitto del Nagorno-Karabakh è stato intermittente per 30 anni.
  • L'offensiva militare dell'Azerbaigian nel settembre 2023 ha portato alla resa dei rappresentanti armeni.
  • Circa 120.000 armeni etnici stanno lasciando il Nagorno-Karabakh temendo ritorsioni.
  • Il corridoio di Lachin è stato bloccato per oltre 9 mesi, isolando la regione.
  • Monti propone una Capitale Mondiale della Cultura per ripristinare la cultura come elemento unificante.

Entità

Artisti

  • Stefano Monti
  • Giorgio Comai
  • Emanuel Pietrobon

Istituzioni

  • ICESCO
  • Artribune
  • Osservatorio Balcani e Caucaso
  • Il Giornale
  • Monti&Taft

Luoghi

  • Shusha
  • Azerbaijan
  • Nagorno Karabakh
  • Armenia
  • Lachin Corridor
  • Caucasus
  • Turan
  • Russia
  • Persia
  • Turkey

Fonti