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Il 'Love Dart' di Wang Haiyang esplora desiderio e oscurità alla Capsule Shanghai di Venezia

exhibition · 2026-04-26

Nello spazio temporaneo veneziano di Capsule Shanghai, la mostra personale 'Love Dart' presenta le opere dell'artista cinese Wang Haiyang, nato nel 1984 nello Shandong e attualmente residente a Pechino. Curata da Manuela Lietti, la mostra include acquerelli e oli che ritraggono figure ibride e sessualmente fluide su fondi di foreste surreali. Il titolo trae ispirazione dall'ermafroditismo delle lumache di terra e dai loro 'dardi d'amore', usati come metafore della fluidità di genere. Ex artista video e di animazione, Wang integra le sue esperienze passate in questa esplorazione dell'oscurità e della paura, prendendo le distanze da etichette come 'artista gay' per enfatizzare i temi più ampi del suo lavoro. La mostra include anche opere video influenzate da David Lynch e incorpora un detto zen per evidenziare gli aspetti inquietanti delle sue creazioni visivamente sorprendenti.

Fatti principali

  • La mostra personale di Wang Haiyang 'Love Dart' si tiene nello spazio temporaneo veneziano di Capsule Shanghai in un palazzo del Dorsoduro.
  • La mostra è curata da Manuela Lietti.
  • Il titolo 'Love Dart' è ispirato al processo riproduttivo delle lumache di terra, che coinvolge ermafroditismo e dardi cartilaginei.
  • Wang Haiyang è nato nel 1984 nello Shandong e vive e lavora a Pechino.
  • Wang ha lavorato come artista video e di animazione per circa dieci anni prima di dedicarsi alla pittura.
  • La mostra include acquerelli, oli e opere video.
  • Wang rifiuta la classificazione come artista gay, affermando che il suo lavoro trascende i binari sessuali.
  • Wang cita David Lynch e un detto zen come influenze sugli elementi inquietanti nel suo lavoro.

Entità

Artisti

  • Wang Haiyang
  • David Lynch
  • Josef Albers
  • Alberto Villa
  • Manuela Lietti

Istituzioni

  • Capsule Shanghai
  • Cassina Projects
  • Artribune
  • Università Bocconi

Luoghi

  • Venice
  • Dorsoduro
  • Shandong
  • Beijing
  • Milan
  • Germany

Fonti