La critica alla fotografia di Walter Benjamin del 1931 applicata all'IA
Un secolo fa, Walter Benjamin metteva in guardia sulla capacità della fotografia di estetizzare qualsiasi cosa cancellando al contempo le connessioni umane. Il suo saggio del 1931 'Piccola storia della fotografia' è al centro di una piccola mostra al Jewish Museum di New York, in concomitanza con la grande mostra del museo su Paul Klee. Benjamin sosteneva che le fotografie possono far sembrare una lattina di zuppa cosmica, ma non riescono a catturare le relazioni umane, e che il mezzo crea un'impressione innegabile di realtà, a differenza della pittura. Avvertiva che le persone consumano immagini belle anche quando i soggetti sono cupi, come fabbriche che erano fucine di armi naziste. La mostra traccia parallelismi con le immagini generate dall'IA contemporanea.
Fatti principali
- Walter Benjamin scrisse 'Piccola storia della fotografia' nel 1931.
- Benjamin era un filosofo e teorico dei media tedesco ed ebreo.
- Temeva che la fotografia potesse 'dotare qualsiasi lattina di zuppa di un significato cosmico ma non riuscire a cogliere nessuna delle connessioni umane in cui essa esiste.'
- Il Jewish Museum di New York presenta una mostra sul saggio di Benjamin.
- La mostra coincide con la mostra del museo su Paul Klee.
- Benjamin sosteneva che le fotografie estetizzano le cose cancellandone il significato.
- Notava che la macchina fotografica crea un'impressione innegabile di realtà, a differenza del pennello.
- L'articolo traccia un parallelo tra la critica di Benjamin alla fotografia e le attuali preoccupazioni sull'IA.
Entità
Artisti
- Walter Benjamin
- Man Ray
- Paul Klee
Istituzioni
- Jewish Museum
- Hyperallergic
Luoghi
- New York
- United States