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La 'Teoria del lavoro reputazionale' di Vincenzo Estremo critica il lavoro precario nell'arte

publication · 2026-04-27

Vincenzo Estremo (Caserta, 1980), teorico dell'immagine in movimento e professore alla NABA di Milano, ha pubblicato 'Teoria del lavoro reputazionale' (Milieu Edizioni, 2020). Il libro esamina come il lavoro culturale dia sempre più priorità alla visibilità e alla reputazione personale rispetto alla professionalità, spinto dal capitalismo neoliberale e dalla platformizzazione. Estremo sostiene che il settore artistico abbia sistematicamente anticipato le tendenze alla precarizzazione, erodendo i diritti dei lavoratori e promuovendo un'ideologia imprenditoriale. Conia il termine 'lavoro reputazionale' per descrivere come la reputazione diventi uno strumento per oscurare il potere, attingendo a Machiavelli. Il testo chiede anche un cambiamento politico nella scrittura d'arte, allontanandosi dalla critica estetica verso una teoria sinergica che affronti la complessità contemporanea. Estremo sostiene l'azione collettiva ispirata ai lavoratori della gig economy, come gli ingegneri di Google e i rider di Glovo/Just Eat, per combattere il capitalismo delle piattaforme. Critica lo 'stadio artistico del capitalismo' in cui il potenziale sovversivo dell'arte viene cooptato dalla cultura del consumo. Sui media, propone un approccio di 'ecologia dei media' per invertire le logiche algoritmiche. Il libro analizza artisti di epoche e geografie diverse e discute il ruolo delle immagini come 'Immcoin'—una valuta reputazionale al servizio del capitale. Estremo sottolinea la necessità dell'alfabetizzazione visiva come esigenza politica e sociale per contrastare le disuguaglianze in un mondo saturo di immagini.

Fatti principali

  • Vincenzo Estremo è un teorico dell'immagine in movimento e professore alla NABA di Milano.
  • Il libro 'Teoria del lavoro reputazionale' è stato pubblicato da Milieu Edizioni nel 2020.
  • Il libro critica la perdita di professionalità nel lavoro culturale a causa dell'enfasi su visibilità e reputazione.
  • Estremo sostiene che la platformizzazione e i media globali hanno deregolamentato il lavoro nel settore artistico.
  • Conia il termine 'lavoro reputazionale' e attinge al concetto di reputazione di Machiavelli come strumento di potere.
  • Il libro chiede un cambiamento politico nella scrittura d'arte verso una teoria sinergica.
  • Estremo sostiene l'azione collettiva ispirata ai lavoratori della gig economy.
  • Descrive l'attuale stadio del capitalismo come 'artistico' e critica la cooptazione del potenziale sovversivo dell'arte.
  • Estremo propone un approccio di 'ecologia dei media' per invertire le logiche algoritmiche.
  • Discute le immagini come 'Immcoin', una valuta reputazionale al servizio del capitale.
  • Il libro sottolinea la necessità dell'alfabetizzazione visiva come esigenza politica e sociale.
  • L'intervista è stata condotta da Lucrezia Arrigoni.
  • Il libro ha 176 pagine, costa €15,90 e ha ISBN 9788831977487.

Entità

Artisti

  • Vincenzo Estremo
  • Nicholas Korody
  • Christian Jankowski
  • Hito Steyerl
  • T.J. Demos
  • Antonio Gramsci
  • Nick Srnicek
  • Alex Williams
  • Elon Musk

Istituzioni

  • NABA (Nuova Accademia di Belle Arti)
  • Mimesis International
  • Droste Effect
  • Milieu Edizioni
  • Artribune
  • Google
  • Glovo
  • Just Eat

Luoghi

  • Caserta
  • Italy
  • Milan

Fonti