Vincenzo de Bellis sulla crisi del mercato dell'arte in Italia: svantaggio fiscale e paralisi strutturale
Vincenzo de Bellis, direttore delle fiere d'arte di Art Basel, critica il mancato taglio dell'IVA sulle vendite d'arte in Italia nonostante le pressioni dell'UE e il fatto che paesi vicini come Francia e Germania lo abbiano già fatto. Avverte che ogni giorno di ritardo rende l'Italia meno competitiva, danneggiando non solo i galleristi ma l'intero ecosistema, inclusi artisti, trasportatori, assicuratori ed editori. De Bellis nota un rallentamento globale del mercato dovuto a fattori geopolitici e a un cambiamento generazionale tra i collezionisti, che privilegiano i rendimenti finanziari. Chiede un'azione urgente su tre fronti: ridurre l'IVA, abbassare le tasse d'importazione dal 10% al 5% (come ha fatto la Francia dopo la Brexit per diventare il punto d'ingresso dell'arte in Europa) e riformare la libera circolazione delle opere d'arte di età superiore ai 70 anni, che sono di fatto bloccate all'esportazione. De Bellis sostiene in modo controverso che i musei vendano opere dai depositi per reinvestire in pezzi contemporanei, creando un circolo virtuoso che rivitalizzerebbe le collezioni e sbloccherebbe le valutazioni degli artisti. Avverte che, se le riforme non verranno attuate rapidamente, le gallerie italiane si trasferiranno all'estero, gli artisti abbandoneranno la loro carriera e la base di collezionisti si ridurrà. L'intervista è stata condotta da Massimiliano Tonelli per Artribune.
Fatti principali
- L'Italia non ha ridotto l'IVA sulle vendite d'arte nonostante le richieste dell'UE.
- Francia e Germania hanno adottato misure fiscali, diventando più competitive.
- Vincenzo de Bellis è direttore delle fiere d'arte di Art Basel.
- L'imposta d'importazione sull'arte in Italia è del 10%, mentre la Francia l'ha ridotta al 5%.
- La Francia ha sostituito il Regno Unito come punto d'ingresso per l'arte dopo la Brexit.
- Le opere d'arte di età superiore ai 70 anni sono soggette a severe restrizioni all'esportazione in Italia.
- De Bellis sostiene che i musei vendano opere dai depositi per finanziare nuovi acquisti.
- C'è un rallentamento globale del mercato e un cambiamento generazionale nel collezionismo.
- Le gallerie italiane potrebbero trasferirsi all'estero e gli artisti abbandonare la professione.
- L'intervista è stata pubblicata da Artribune nel febbraio 2025.
Entità
Artisti
- Vincenzo de Bellis
- Massimiliano Tonelli
Istituzioni
- Art Basel
- Walker Art Center
- Artribune
- Commissione Cultura della Camera dei Deputati
- miart
Luoghi
- Italy
- France
- Germany
- Switzerland
- United Kingdom
- Minneapolis
- United States