Il libro di Padova di Vincenzo Castella: un viaggio fotografico circolare
Vincenzo Castella (nato nel 1952 a Napoli) parla del suo fotolibro 'Il libro di Padova', pubblicato da Silvana Editoriale con testi di Salvatore Lacagnina. Il libro adotta una struttura circolare, iniziando e terminando nell'orto botanico di Padova, uno dei più antichi d'Europa. Castella ha scattato immagini intenzionalmente frammentate, lavorando contemporaneamente sull'inizio e sulla fine, per creare un itinerario non cronologico. Utilizza diversi tipi di carta per modulare il tempo narrativo e la trasparenza. L'artista riflette sul rapporto tra uomo e natura, descrivendo la natura come un 'testo da interpretare' e un 'libro'. Traccia parallelismi con l'ottica del Seicento, Giovanni Battista della Porta e Galileo. Castella nota che le sue fotografie raffigurano 'la natura in cattività', una fissazione occidentale dal Settecento, e paragona la collezione dell'orto botanico a un accumulo museale. Il suo formato panoramico 3:1, già utilizzato per Berlino, evoca un approccio cinematografico, ispirato al concetto di Robert Bresson del filmare come 'angoscia di non lasciar sfuggire nulla'. Castella sottolinea che le sue immagini utilizzano l'intero fotogramma senza distinguere centro da dettaglio, e che l'inserimento di 'elementi reali spurî' nel fotogramma crea un rovesciamento dello spazio positivo e negativo. Trova Giotto, Mantegna, Guariento e Giusto de' Menabuoi più coinvolgenti di Disney o Avengers.
Fatti principali
- Vincenzo Castella ha pubblicato 'Il libro di Padova' con Silvana Editoriale.
- Il libro contiene testi di Salvatore Lacagnina.
- Il fotolibro ha una struttura circolare che inizia e termina all'orto botanico di Padova.
- Castella ha scattato immagini frammentate lavorando contemporaneamente su inizio e fine.
- Vengono utilizzati diversi tipi di carta per rallentare il tempo narrativo e creare trasparenza.
- L'artista descrive la natura come un 'testo da interpretare' e un 'libro'.
- Castella fa riferimento a Giovanni Battista della Porta e Galileo in relazione all'ottica.
- Il formato panoramico (3:1) era già stato utilizzato nel progetto di Castella su Berlino.
- Castella cita il concetto di Robert Bresson del filmare come 'angoscia di non lasciar sfuggire nulla'.
- L'artista trova Giotto, Mantegna, Guariento e Giusto de' Menabuoi più coinvolgenti di Disney o Avengers.
Entità
Artisti
- Vincenzo Castella
- Salvatore Lacagnina
- Robert Bresson
- Giovanni Battista della Porta
- Galileo Galilei
- Giotto
- Andrea Mantegna
- Guariento
- Giusto de' Menabuoi
Istituzioni
- Silvana Editoriale
- Artribune
Luoghi
- Padua
- Naples
- Milan
- Berlin
- Cinisello Balsamo
- Italy
- Germany