Vincenzo Cabiati sulla ceramica, il cinema e l'arte di re-inquadrare
Vincenzo Cabiati, nato in Liguria nel 1954 e formatosi nello studio del padre Achille Cabiati, artista realista, si trasferì a Milano alla fine degli anni '80. Lì tenne la sua personale 'Femminea' alla Galleria Giò Marconi e si unì al gruppo di artisti autogestiti di Via Lazzaro Palazzi. Il lavoro di Cabiati attinge da un repertorio eterogeneo che include arte (Chardin, Courbet, Lorrain, Man Ray), cinema (Kubrick, Greenaway, Truffaut) e architettura (Ledoux), impiegando pittura, acquerello, disegno, scultura, fotografia, installazione e video. Descrive la sua pratica come un 're-inquadramento' non ironico e non citazionale delle immagini, dove il materiale – spesso la ceramica – è scelto per la sua qualità luminosa, simile a uno schermo. Il suo primo pezzo 'Giubbe rosse che si baciano' combina Barry Lyndon, Blek Macigno e argilla. Le ceramiche di Cabiati, sviluppate con Davide Servadei alla Bottega Gatti, presentano grandi formati, smalti brillanti, lustri oro e platino e colori trasparenti di terza cottura. Il suo lavoro è caratterizzato da un'ibridazione di disegno e ceramica, come si vede nella sua prima mostra alla Giò Marconi, dove disegnava su cilindri di argilla bianca che emergevano dal muro. Si nota il suo rapporto tangenziale con la generazione degli anni '90; fu classificato come 'lupo solitario' in un libro di Politi sull'arte italiana. L'intervista fa parte di una serie su artisti e ceramica di Irene Biolchini, che insegna Arte Contemporanea all'Università di Malta ed è Curatrice Ospite per il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Fatti principali
- Vincenzo Cabiati è nato in Liguria nel 1954.
- Si è formato nello studio di suo padre, l'artista Achille Cabiati.
- Cabiati si è trasferito a Milano alla fine degli anni '80.
- La sua personale 'Femminea' si è tenuta alla Galleria Giò Marconi.
- Faceva parte del gruppo di artisti autogestiti di Via Lazzaro Palazzi.
- Il suo lavoro fa riferimento a Chardin, Courbet, Lorrain, Man Ray, Kubrick, Greenaway, Truffaut e Ledoux.
- Il pezzo 'Giubbe rosse che si baciano' combina Barry Lyndon, Blek Macigno e argilla.
- Le ceramiche di Cabiati sono realizzate con Davide Servadei alla Bottega Gatti.
- Usa smalti brillanti, lustri oro e platino e colori trasparenti di terza cottura.
- Irene Biolchini è l'intervistatrice e Curatrice Ospite per il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.
Entità
Artisti
- Vincenzo Cabiati
- Achille Cabiati
- Jean-Baptiste-Siméon Chardin
- Gustave Courbet
- Claude Lorrain
- Man Ray
- Stanley Kubrick
- Peter Greenaway
- François Truffaut
- Claude-Nicolas Ledoux
- Fernando Pessoa
- Tatti Sanguineti
- Abbas Kiarostami
- Davide Servadei
- Irene Biolchini
- Salvatore Arancio
- Alessandro Pessoli
- Francesco Simeti
- Ornaghi e Prestinari
- Marcella Vanzo
- Lorenza Boisi
- Gianluca Brando
- Alessandro Roma
Istituzioni
- Galleria Giò Marconi
- Via Lazzaro Palazzi group
- Bottega Gatti
- Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
- University of Malta
- Artribune
- Politi (publisher)
Luoghi
- Liguria
- Italy
- Milan
- Faenza
- Malta