Retrospettiva di Vincenzo Agnetti a Palazzo Reale, Milano
Una grande mostra dedicata a Vincenzo Agnetti (1926–1981), uno dei più significativi artisti concettuali italiani, è visitabile a Palazzo Reale a Milano. Curata da Marco Meneguzzo in collaborazione con l'archivio dell'artista, la mostra esplora la pratica ironica e complessa di Agnetti attraverso opere come il suo autoritratto intitolato 'Quando mi vidi non c'ero' e 'Quando non mi vidi c'ero'. L'esposizione ripercorre la breve ma intensa carriera di Agnetti dal 1967 al 1981, evidenziando la sua attenzione al linguaggio, ai giochi di parole e all'apparente nonsense come chiavi del suo universo. Opere chiave includono 'La macchina drogata' (1968), una calcolatrice Olivetti Divisumma modificata in cui le lettere sostituiscono i numeri; 'Libro dimenticato a memoria' (1970) e 'Libro quasi dimenticato a memoria' (1971), con spazi leggibili vuoti; opere in bachelite degli anni '70; pezzi in feltro; e progetti fotografici tra cui 'fotograffie' e 'autotelefonate'. Agnetti ha studiato a Brera e al Piccolo Teatro di Milano, appartenendo alla stessa generazione di Dario Fo. La mostra sottolinea il suo approccio lungimirante, confrontandosi con i movimenti artistici internazionali e anticipando le preoccupazioni contemporanee.
Fatti principali
- Vincenzo Agnetti è nato a Milano nel 1926 e morto nel 1981.
- La mostra si tiene a Palazzo Reale a Milano.
- Il curatore è Marco Meneguzzo.
- La mostra include l'autoritratto 'Quando mi vidi non c'ero'.
- Agnetti ha studiato a Brera e al Piccolo Teatro.
- Era contemporaneo di Dario Fo.
- Il suo periodo artistico attivo va dal 1967 al 1981.
- L'opera chiave 'La macchina drogata' (1968) è una calcolatrice Olivetti Divisumma modificata.
Entità
Artisti
- Vincenzo Agnetti
- Dario Fo
- Marco Meneguzzo
Istituzioni
- Palazzo Reale
- Archivio Vincenzo Agnetti
- Brera
- Piccolo Teatro
- Olivetti
Luoghi
- Milan
- Italy