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L'arte della macchina da scrivere di Vincenzo Agnetti e Tomaso Binga alla Galleria Erica Ravenna

exhibition · 2026-04-26

Alla Galleria Erica Ravenna di Roma, le opere di Vincenzo Agnetti e Tomaso Binga vengono accostate per la terza volta, esplorando linguaggio e tecnologia attraverso macchine da scrivere modificate. La "Macchina Drogata" (1969) di Agnetti modificava una calcolatrice Olivetti Divisumma 14 sostituendo i numeri con le lettere, creando un dispositivo performativo che produceva testo senza senso. I "Dattilocodici" (1978) di Binga utilizzavano una Olivetti Lettera 32, generando sovrapposizioni accidentali di lettere che evocano simboli antichi e ideogrammi giapponesi. Entrambi gli artisti sovvertono la razionalità della macchina per criticare la società dei consumi e affermare la creatività umana. La mostra include opere mai viste prima e si tiene attualmente a Roma. Il curatore Giuseppe Garrera nota che le opere di Binga trasformano la scrittura in arte attraverso la gioiosa disobbedienza alle regole della dattilografia. L'abbinamento è iniziato nel 2023 ed è proseguito a Miart23.

Fatti principali

  • Vincenzo Agnetti espose per la prima volta La Macchina Drogata nel 1969 alla Galleria Cenobio-Visualità di Milano.
  • Agnetti sostituì i numeri con le lettere in una calcolatrice Olivetti Divisumma 14.
  • Tomaso Binga creò i Dattilocodici nel 1978 utilizzando una Olivetti Lettera 32.
  • Le opere di Binga risultano dalla sovrapposizione accidentale di lettere dovuta alla pressione di più tasti.
  • La mostra alla Galleria Erica Ravenna è il terzo accostamento di queste opere.
  • Il curatore Giuseppe Garrera ha scritto sulle opere.
  • La mostra include opere per lo più inedite.
  • Il primo accostamento è avvenuto nel 2023, seguito da Miart23.

Entità

Artisti

  • Vincenzo Agnetti
  • Tomaso Binga

Istituzioni

  • Galleria Erica Ravenna
  • Galleria Cenobio-Visualità
  • Olivetti

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Milan

Fonti