L'arte della macchina da scrivere di Vincenzo Agnetti e Tomaso Binga alla Galleria Erica Ravenna
Alla Galleria Erica Ravenna di Roma, le opere di Vincenzo Agnetti e Tomaso Binga vengono accostate per la terza volta, esplorando linguaggio e tecnologia attraverso macchine da scrivere modificate. La "Macchina Drogata" (1969) di Agnetti modificava una calcolatrice Olivetti Divisumma 14 sostituendo i numeri con le lettere, creando un dispositivo performativo che produceva testo senza senso. I "Dattilocodici" (1978) di Binga utilizzavano una Olivetti Lettera 32, generando sovrapposizioni accidentali di lettere che evocano simboli antichi e ideogrammi giapponesi. Entrambi gli artisti sovvertono la razionalità della macchina per criticare la società dei consumi e affermare la creatività umana. La mostra include opere mai viste prima e si tiene attualmente a Roma. Il curatore Giuseppe Garrera nota che le opere di Binga trasformano la scrittura in arte attraverso la gioiosa disobbedienza alle regole della dattilografia. L'abbinamento è iniziato nel 2023 ed è proseguito a Miart23.
Fatti principali
- Vincenzo Agnetti espose per la prima volta La Macchina Drogata nel 1969 alla Galleria Cenobio-Visualità di Milano.
- Agnetti sostituì i numeri con le lettere in una calcolatrice Olivetti Divisumma 14.
- Tomaso Binga creò i Dattilocodici nel 1978 utilizzando una Olivetti Lettera 32.
- Le opere di Binga risultano dalla sovrapposizione accidentale di lettere dovuta alla pressione di più tasti.
- La mostra alla Galleria Erica Ravenna è il terzo accostamento di queste opere.
- Il curatore Giuseppe Garrera ha scritto sulle opere.
- La mostra include opere per lo più inedite.
- Il primo accostamento è avvenuto nel 2023, seguito da Miart23.
Entità
Artisti
- Vincenzo Agnetti
- Tomaso Binga
Istituzioni
- Galleria Erica Ravenna
- Galleria Cenobio-Visualità
- Olivetti
Luoghi
- Rome
- Italy
- Milan