Gli aforismi postumi di Vincent la Sourdière in 'Brisants'
Éditions Arfuyen ha pubblicato 'Brisants', una raccolta di aforismi di Vincent la Sourdière scritti a partire dal 1988. La Sourdière, le cui precedenti 'Chroniques antérieures' furono ammirate da Michaux e Cioran ma ricevettero scarsa eco pubblica, si ritirò dalla società, considerando la solitudine come una camera di risonanza per la scrittura. I suoi aforismi, non collegati ad opere note, lo collocano in una sfera unica. La Sourdière, che si sentiva senza nome ed escluso, paradossalmente apparteneva a un mondo la cui chiave risiedeva nel suo passato crepuscolare. Il suo ritiro forzato dalla malattia non portò al solipsismo, ma a una critica tagliente delle imposture moderne e a una profonda compassione per la sofferenza universale. Nonostante credesse in un Dio paterno che a volte lo abbandonava, la Sourdière trovò, secondo Hölderlin e Heidegger, la risorsa del poeta: aggrapparsi al discorso inaugurale che nomina l'Alto. Il libro è introdotto da Jean-Philippe Guinle.
Fatti principali
- Pubblicato da Éditions Arfuyen
- Aforismi scritti a partire dal 1988
- Le precedenti 'Chroniques antérieures' di La Sourdière furono ammirate da Michaux e Cioran
- La Sourdière si sentiva senza nome ed escluso dalla vita sociale
- La sua malattia lo costrinse al ritiro
- Criticava il mondo moderno come condannato al nulla
- Esprimeva compassione per la sofferenza universale
- Introduzione di Jean-Philippe Guinle
Entità
Artisti
- Vincent la Sourdière
- Michaux
- Cioran
- Hölderlin
- Heidegger
- Jean-Philippe Guinle
Istituzioni
- Éditions Arfuyen
Fonti
- artpress —