I videogiochi come decima arte: Fabio Viola sulla creatività digitale
Fabio Viola, veterano dell'industria videoludica con crediti in SimCity, The Sims e Pac-Man, sostiene che i videogiochi rappresentino un'espressione culturale complessa e fraintesa. Nota che 29 milioni di italiani interagiscono con questa forma d'arte ogni anno, dove modellazione, architettura, illustrazione, musica e narrazione convergono. Viola sottolinea che giochi come Journey, Ico, Assassin's Creed, That Dragon, Cancer, To The Moon e No Man's Sky hanno emozionato milioni di persone. Il giocatore medio ha 37 anni e le donne over 50 sono un gruppo demografico in rapida crescita, ma gli stereotipi persistono. Governi dagli Stati Uniti alla Polonia hanno riconosciuto legalmente i videogiochi come patrimonio culturale con incentivi fiscali. Il MoMA e lo Smithsonian hanno incluso i videogiochi nelle loro collezioni permanenti, e musei specializzati come Vigamus a Roma e Computerspielemuseum a Berlino sono stati aperti. Collezionisti spendono decine di migliaia di euro per titoli. Viola propone di riconoscere i videogiochi come la decima arte, seguendo la classificazione di Claude Beylie, per favorire la contaminazione interculturale e l'alfabetizzazione pubblica.
Fatti principali
- 29 milioni di italiani interagiscono con i videogiochi ogni anno
- Fabio Viola ha lavorato a SimCity, The Sims e Pac-Man
- L'età media del giocatore è di 37 anni
- Le donne over 50 sono un gruppo demografico di giocatori in rapida crescita
- Stati Uniti e Polonia hanno legiferato i videogiochi come patrimonio culturale
- MoMA e Smithsonian includono i videogiochi nelle collezioni permanenti
- Vigamus a Roma e Computerspielemuseum a Berlino sono musei specializzati
- I collezionisti spendono decine di migliaia di euro per titoli di giochi
Entità
Artisti
- Fabio Viola
- Claude Beylie
Istituzioni
- MoMA
- Smithsonian
- Vigamus
- Computerspielemuseum
- Numinous Games
- Artribune
Luoghi
- Italy
- United States
- Poland
- Rome
- Berlin