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Videoarte come strumento per l'educazione medica e il miglioramento dell'assistenza sanitaria

opinion-review · 2026-04-24

John Quin, ex medico del NHS e scrittore con base a Brighton e Berlino, sostiene che la videoarte possa migliorare significativamente l'assistenza sanitaria e l'educazione medica. In un articolo per ArtReview, identifica tre aree di competenza clinica – abilità comunicative, comprensione di malattie specifiche e riduzione dello stigma – in cui le opere video offrono preziose intuizioni. Cita 'Intervista (Finding the Words)' (1998) di Anri Sala come strumento per insegnare agli operatori sanitari la negazione e la mutevolezza della verità, tracciando parallelismi con le sfide della raccolta anamnestica. 'Endless Walk' (1999) di Christine Borland mostra visivamente il segno di Gowers nella distrofia muscolare di Duchenne, aiutando i tirocinanti a riconoscere condizioni rare. 'Hazel' (2015) di Jacqueline Donachie esplora la distrofia miotonica e l'identità, elogiata dai genetisti. Il ritratto video di René Daniëls (2021) di Erik van Lieshout modella la comunicazione empatica con pazienti colpiti da ictus. 'Love Story' (2016) di Candice Breitz esamina lo stigma attraverso testimonianze di rifugiati e rievocazioni attoriali, migliorando potenzialmente l'empatia. Quin nota uno studio canadese che mostra l'impatto positivo del video sugli atteggiamenti verso la malattia mentale. Alla Brighton and Sussex Medical School, un nuovo modulo permetterà agli studenti universitari di studiare videoarte tramite YouTube e visite museali, con l'obiettivo di ispirare ulteriori ricerche sul ruolo dell'arte nell'assistenza sanitaria.

Fatti principali

  • John Quin è un ex medico del NHS specializzato in endocrinologia.
  • Quin propone che la videoarte possa migliorare l'assistenza sanitaria e l'educazione medica.
  • 'Intervista (Finding the Words)' (1998) di Anri Sala affronta la negazione e la verità.
  • 'Endless Walk' (1999) di Christine Borland raffigura il segno di Gowers nella distrofia muscolare di Duchenne.
  • 'Hazel' (2015) di Jacqueline Donachie si concentra sulla distrofia miotonica e l'identità.
  • Il ritratto video di René Daniëls (2021) di Erik van Lieshout modella la cura post-ictus.
  • 'Love Story' (2016) di Candice Breitz esplora lo stigma attraverso testimonianze di rifugiati.
  • La Brighton and Sussex Medical School sta lanciando un modulo sulla videoarte per studenti universitari.

Entità

Artisti

  • Anri Sala
  • Valdet Sala
  • Christine Borland
  • Jacqueline Donachie
  • Erik van Lieshout
  • René Daniëls
  • Marleen Gijsen
  • Candice Breitz
  • Alec Baldwin
  • Julianne Moore
  • Erving Goffman
  • John Quin

Istituzioni

  • ArtReview
  • Brighton and Sussex Medical School
  • NHS

Luoghi

  • Albania
  • Brighton
  • Berlin
  • Canada

Fonti