Victor Tupitsyn con 'L'inconscio museologico' analizza l'arte non ufficiale russa dagli anni '50 a oggi
Nella sua pubblicazione del 2009 'L'inconscio museologico. (Post)Modernismo comunitario in Russia', Victor Tupitsyn esplora il mondo dell'arte non ufficiale russa dalla fine degli anni '50 in poi, edita da MIT Press. Quest'opera di 339 pagine fonde la teoria critica occidentale con le pratiche del concettualismo russo. In quanto emigrato dopo la Mostra dei Bulldozer del 1974, Tupitsyn utilizza la psicoanalisi lacaniana per approfondire il concetto di 'inconscio comunitario' che riflette le esperienze sovietiche. Sottolinea come artisti come Ilja Kabakov abbiano affrontato temi tabù attraverso l'immaginario comunitario. Il recensore Raoul Eshelman evidenzia i riferimenti alquanto sprezzanti di Tupitsyn al critico Boris Groys, citato soltanto tre volte. Il concetto di 'inconscio museologico' è articolato approfonditamente nel Capitolo 10, e il libro funge da fondamentale narrazione storica, arricchita da fotografie personali. Questa recensione è apparsa il 2 settembre 2009.
Fatti principali
- Victor Tupitsyn ha scritto 'L'inconscio museologico. (Post)Modernismo comunitario in Russia'
- MIT Press ha pubblicato il libro di 339 pagine nel 2009
- Il libro copre l'arte russa dalla fine degli anni '50 a oggi
- Tupitsyn emigrò dall'Unione Sovietica dopo la Mostra dei Bulldozer del 1974
- L'opera analizza l'arte non ufficiale russa attraverso la psicoanalisi lacaniana
- Le intuizioni concettualiste di Ilja Kabakov sugli appartamenti comunitari sono particolarmente rilevanti
- Il recensore Raoul Eshelman nota che Tupitsyn fa riferimenti minimi al critico Boris Groys
- La recensione è stata pubblicata il 2 settembre 2009 su ARTMargins Online
Entità
Artisti
- Victor Tupitsyn
- Ilja Kabakov
- Boris Groys
- Raoul Eshelman
Istituzioni
- MIT Press
- ARTMargins Online
- A-Ja
Luoghi
- Cambridge/Mass.
- Munich
- Russia
- Soviet Union