La scultura di Victor Brecheret riesaminata tra tradizione e modernità
In vista del centenario della Settimana dell'Arte Moderna brasiliana, lo scultore italo-brasiliano Victor Brecheret (1894-1955) è pronto per una rivalutazione critica. Le sue prime creazioni (circa 1919) rivelano una lotta tra stili tradizionali e moderni, traendo ispirazione da artisti come Arturo Dazzi, Adolpho Wildt, Arturo Martini e Ivan Meštrović. Opere chiave includono Ídolo, Cabeça de mulher e Soror dolorosa. La transizione di Brecheret verso forme tranquille è evidente in Virgem e o menino. Negli anni '20, influenzato da Constantin Brâncuși, realizzò opere come Diana caçadora e O beijo. Negli anni '40 iniziò a incorporare pietre fluviali trovate, come si vede in A índia escondida por um grande peixe e A luta da onça com o tamanduá. La studiosa Daisy Peccinini nota l'impatto delle forme naturali sulle sue opere successive, eppure i critici spesso lo liquidano come un artista 'minore' nonostante il suo intricato coinvolgimento con le tradizioni europee.
Fatti principali
- Victor Brecheret (1894-1955) fu uno scultore italo-brasiliano.
- La sua opera si colloca tra tradizione, modernità e arte contemporanea.
- Studiò a Roma dal 1913 al 1919 sotto lo scultore Arturo Dazzi.
- Le prime influenze includevano Ivan Meštrović, Adolpho Wildt e Arturo Martini.
- Negli anni '40 iniziò ad appropriarsi direttamente e a scolpire pietre fluviali trovate.
- Questa appropriazione di pietre fu un atto radicale nell'arte moderna brasiliana.
- La studiosa Daisy Peccinini evidenzia l'influenza delle forme naturali del confine franco-svizzero sulla sua opera.
- La sua produzione eclettica è stata talvolta criticamente liquidata come 'minore'.
Entità
Artisti
- Victor Brecheret
- Arturo Dazzi
- Adolpho Wildt
- Arturo Martini
- Ivan Meštrović
- Constantin Brâncuși
- Daisy Peccinini
Luoghi
- Rome
- Italy
- Brazil
- France
- Switzerland