Veronica Bisesti sulla quarantena e il futuro dell'arte
In un'intervista durante il lockdown per il COVID-19, l'artista napoletana Veronica Bisesti (nata nel 1991) riflette sull'impatto della pandemia sul mondo dell'arte. Sostiene che la crisi mette in luce fragilità sistemiche preesistenti: alti tassi di turnover, mostre compulsive e sfruttamento dei lavoratori culturali sottopagati. Bisesti sta lavorando a un'installazione ispirata al film 'Sedotta e abbandonata' (1964) di Pietro Germi, rielaborandone la sceneggiatura ed esplorando il rapporto tra storia e potere. Vede il lockdown come un'opportunità per fermarsi, ripensare l'individualismo e rivalutare la responsabilità. Riguardo a Napoli, cita l'opera di Bianco-Valente 'Il mare non bagna Napoli' al Museo Madre come emblematica della resilienza della città e della sua apertura alla sperimentazione, ma critica la mancanza in Italia di un sistema adeguato a sostenere gli artisti. L'intervista fa parte di una serie di Giuseppe Amedeo Arnesano sui giovani artisti in quarantena.
Fatti principali
- Veronica Bisesti è un'artista napoletana nata nel 1991.
- Sta lavorando a un'installazione ispirata al film 'Sedotta e abbandonata' (1964) di Pietro Germi.
- Ha recuperato la sceneggiatura del film e sta rielaborando il testo.
- Bisesti critica gli alti tassi di turnover e lo sfruttamento dei lavoratori nel mondo dell'arte.
- Vede il lockdown come un'opportunità per rallentare e riflettere.
- Cita 'Il mare non bagna Napoli' di Bianco-Valente al Museo Madre come emblematico di Napoli.
- Afferma che in Italia manca un sistema che sostenga e protegga gli artisti.
- L'intervista è di Giuseppe Amedeo Arnesano per Artribune.
Entità
Artisti
- Veronica Bisesti
- Pietro Germi
- Bianco-Valente
- Giuseppe Amedeo Arnesano
Istituzioni
- Museo Madre
- Artribune
Luoghi
- Naples
- Italy